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Dall'albanese all'urdu, il codice fiscale parla 17 lingue

Dall'albanese all'urdu, il codice fiscale parla 17 lingue

Dall'Agenzia delle Entrate una guida per gli stranieri in Italia

ROMA, 24 aprile 2023, 19:39

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Dall'albanese all'urdu, la lingua parlata in Pakistan, passando per l'arabo, il cinese e il rumeno: il codice fiscale rilasciato dall'Agenzia delle Entrate parla da oggi 17 lingue. L'agenzia ha messo a punto una guida per venire incontro alle diverse comunità presenti sul nostro territorio e consentire loro di avere il codice che identifica un cittadino nei rapporti con la pubblica amministrazione e che è necessario per iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale (Asl) e fare la scelta del medico.
    La guida oltre ad affrontare le principali lingue europee - come il tedesco, il francese, l'inglese, lo spagnolo e il portoghese - è stato realizzato per aiutare anche chi parla altri idiomi, da quelli di Paesi europei - l'albanese, lo sloveno, il rumeno, l'ucraino e il russo - e di Paesi più lontani: l'arabo, il bengalese, il cinese, l'hindi, il tagalog (parlato nelle Filippine) e l'urdu.
    Cos'è il codice fiscale, le caratteristiche che ne spiegano la ratio di lettere e numeri, a cosa serve e come viene rilasciato sono le informazioni fornite dalla guida dell'Agenzia che si sofferma proprio sulle modalità da seguire per gli stranieri che vogliono ottenerlo. In genere, per i cittadini stranieri che arrivano in Italia il codice fiscale viene attribuito o allo Sportello unico per l'Immigrazione presente in ogni prefettura, se si viene per un ricongiungimento familiare o per lavoro, o dalla questura, ufficio della polizia di Stato, per i cittadini stranieri che richiedono altre tipologie di permessi di soggiorno. Meccanismi diversi sono poi previsti per i cittadini stranieri che richiedono la protezione internazionale e per i minori stranieri non regolari o non accompagnati. Una procedura speciale di accoglienza è prevista invece per i profughi ucraini e passa per la questura.
    Gli stranieri che soggiornano regolarmente in Italia, ma non hanno ancora il codice fiscale, possono richiederlo a un qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate. La richiesta deve essere motivata e accompagnata da un documento. Lo stesso vale per i cittadini comunitari che, comunque, possono usufruire del Servizio Sanitario Nazionale con la tessera sanitaria rilasciata dal loro Paese di residenza.
   

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