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Psichiatra aggredita in pronto soccorso, femore rotto

Psichiatra aggredita in pronto soccorso, femore rotto

L'Aquila, medici e sindacati chiedono posto fisso polizia h24

L'AQUILA, 11 febbraio 2024, 18:16

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Frattura scomposta del femore e prognosi di 90 giorni per una dottoressa dell'ospedale S.Salvatore dell'Aquila che ieri è stata aggredita in pronto soccorso da un paziente risultato positivo a cocaina e cannabis.
    "La mia collega ha riportato una grave frattura scomposta di femore, per la quale sarà sottoposta a intervento chirurgico, con prognosi di 90 giorni - scrive in una nota Maurizio Malavolta, dirigente medico psichiatra dell'ospedale aquilano - Tale comportamento aggressivo e violento era verosimilmente da ricondurre all'abuso di sostanze psicoattive, come la cocaina, e non a un disturbo mentale in fase acuta". L'uomo, racconta Malavolta, è stato ricoverato 'd'ufficio' nel reparto di Psichiatria, dove ha continuato a inveire e minacciare pesantemente gli operatori sanitari. "Ci riserviamo di denunciare le minacce per tutelare la nostra incolumità. Noi medici, e operatori sanitari in generale, siamo sempre più esposti a gravi rischi di incolumità fisica durante i turni di lavoro. Chi si assume la responsabilità della tutela degli operatori di Psichiatria? Auspichiamo tutti con urgenza che possa essere avviato un protocollo d'intesa tra i vari servizi: sanitari, forze dell'ordine e magistratura".
    "Occorre ripristinare immediatamente il posto di polizia h24, ormai siamo al far west - interviene il segretario provinciale Confsal L'Aquila, Marcello Vivarelli - La psichiatra ha subito traumi e lesioni ed è stata ricoverata in codice rosso, anche se, non in pericolo di morte, ma ciò non alleggerisce quanto accaduto. Ad aggravare la situazione - continua il sindacalista in una nota - il fatto che l'aggressore sia stato trasferito nel reparto di Psichiatria dell'ospedale, che gestisce le situazioni 'ordinarie', e non nella Rems di Barete. Quest'ultimo è il luogo destinato a casi come quello in questione".
    "Mi chiedo - prosegue il sindacalista Confsal - come mai non sia intervenuto il magistrato in un caso del genere, assolutamente gravissimo. Esprimo massima solidarietà al personale medico, sanitario e della sicurezza e chiedo l'immediato intervento del Prefetto dell'Aquila. È una questione di sicurezza di tutti, utenti e malati compresi".
   

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