Abruzzo

Dr 5, il paradigma del suv made in Italy

C'è tutto, va bene e costa poco: ecco perché piace

(di Francesco Fabbri) (ANSA) - ROMA, 24 LUG - Un suv bello a vedersi, comodo in città, adatto anche ai lunghi spostamenti e leggero per le tasche. E' così la nuova DR 5: con tutte le qualità del made in Italy e un occhio attento alle esigenze all'ampio popolo degli automobilisti.
    ANSA Motori ha testato a lungo la vettura di Macchia d'Isernia, probabilmente la più bilanciata e la meglio riuscita del gruppo di Di Risio.
    Come da tradizione, un unico allestimento full optional, compreso il tetto in cristallo. Da scegliere ci sono solamente il colore, il tipo di cambio e l'alimentazione. Singola, solo benzina, o doppia, anche gpl. DR, infatti, crede fortemente nel gas e offre per tutte le sue vetture in gamma questa possibilità.
    DR5 si propone a un pubblico vasto, dunque ha l'obiettivo di piacere. Non per questo, però, rinuncia a tratti e linee fortemente personali. L'anteriore è grintoso, con una calandra a sbalzo - ormai firma dei designer della Casa - incorniciata dagli ampi gruppi ottici. Le fiancate, muscolose ma non troppo, sono messe in evidenza da una linea continua che sfuma verso la coda, dove fa bella mostra di sé il logo DR su fondo nero, al centro dell'ampio portellone.
    A bordo, la parola d'ordine è praticità. Tutto è immediatamente riconoscibile e fruibile. Plancia poco affollata, studiata con sapienza per lasciare a portata di mano solo quel che si usa. La posizione di guida è alta e il sedile di guida regolabile elettricamente. Nella fila posteriore c'è spazio in abbondanza per due adulti, tre se il viaggio non è eccessivamente lungo. Il bagagliaio da 340 litri arriva a 1.100 con il divano abbattuto. Di buona qualità i materiali, se parametrati al prezzo; curato l'assemblaggio. L'infotainment è tutto concentrato in un pannello da 9 pollici touchscreen, con le funzioni di base installate e il resto utilizzabile collegando il proprio smartphone: con AppleCarPlay o con un sistema di mirror link per Android.
    La vera sorpresa, però, è su strada. Il propulsore turbo da 1,5 litri costruito dall'austriaca Acteco eroga - nella doppia alimentazione - 149 Cv, con una coppia massima di 195 Nm a 3600 giri/min. Tradotto: niente scatti brucianti, ma grande progressione e tanta coppia laddove in molti entrano in affanno.
    In città DR5 si dimostra estremamente maneggevole e non particolarmente assetata. E l'alimentazione gpl - il serbatoio è posizionato in un vano sotto al bagagliaio - rende ogni spostamento meno oneroso. Su strade veloci, la musica cambia.
    DR5 è silenziosa, confortevole e anche divertente grazie alla modalità Sport inseribile con la pressione di un tasto. A risentirne, in questo caso, sono i consumi che tendono un po' a salire. La Casa dichiara 9,2 litri per 100 km nel ciclo WLTP, in linea con quanto da noi riscontrato.
    Ma si tratta di un suv, non va dimenticato, con tutte le caratteristiche peculiari del segmento. E proprio perché di suv si tratta, abbiamo voluto testarlo anche in fuoristrada. Non estremo, si intende: parliamo pur sempre di una vettura a due ruote motrici. Sull'off road leggero si comporta egregiamente, e in condizioni complesse come le partenze in salita o le discese troppo accentuate, la tecnologia viene in soccorso simulando un'aderenza quasi da 4x4. Unica vera pecca: l'assenza di adas.
    Ma, assicurano da Macchia D'Isernia, arriveranno.
    Nel complesso, DR5 supera le attese e chiarisce il motivo dell'imponente progressione nelle vendite del marchio: c'è tutto e costa poco, dunque piace. (ANSA).
   

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