Abruzzo

Imprese: in area Chieti-Pescara una su quattro è donna

Studio Camera di Commercio, non mancano criticità

(ANSA) - PESCARA, 08 LUG - Sono 21.735 le imprese femminili nelle province di Chieti e Pescara, pari al 26,4% del tessuto imprenditoriale locale. Le aziende a più alta vocazione femminile operano nei settori dell'agricoltura (36,8%), della sanità (45,5%) e delle altre attività di servizi (55,6%).
    Nonostante il ruolo molto significativo delle imprese guidate da donne, si evidenziano rilevanti fragilità: per 100 imprese femminili nate in Italia cinque anni fa, ne restano oggi il 61,9% (contro il 68,1% delle altre imprese, un gap di 6,6 punti che arriva a 9,4 a Chieti-Pescara). Ad illustrare i dati è il direttore delle ricerche del Centro Studi delle Camere di commercio 'Guglielmo Tagliacarne', Alessandro Rinaldi, nella nuova puntata di "Imprese più Informa" della Camera di Commercio Chieti Pescara.
    Ospite della puntata anche il Vice Segretario Generale di Unioncamere Tiziana Pompei che evidenzia come solo il 20% delle imprese "rosa", vuoi anche per un sentimento di scoraggiamento, faccia ricorso al credito di un istituto: "E quando le imprese femminili chiedono credito, il credito-crunch è maggiore", sottolinea Contrariamente al livello nazionale, che fa rilevare una certa ripresa di iscrizioni di imprese femminili +1,0% (totale imprese +7,2%), dovuta in particolare alle giovanili femminili (+8,1%), a Chieti-Pescara continua la riduzione di iscrizioni (-16,3%), un po' meno marcata per le giovanili (-9,6%, ciò non si verifica in Abruzzo), collegata a una perdurante variazione negativa delle iscrizioni totali (-3,8%).
    "Sono tanti, troppi ancora, gli impegni da realizzare: primi fra tutti la diffusione della cultura dell'imprenditorialità a partire dalle scuole primarie. E poi c'è la conciliazione famiglia lavoro sulla quale il Covid ha giocato un ruolo determinante", osserva Luciana Ferrone, presidente del Comitato per l'Imprenditoria femminile della Camera di Commercio Chieti Pescara.
    Il presidente dell'ente, Gennaro Strever, afferma che "ciò che deve essere risolto è quello che sta più a cuore alle donne: non dovranno mai più essere nelle condizioni di dover scegliere tra il lavoro e l'essere madre. Ne gioverebbe tutto il sistema Italia che a causa di un tasso di natalità tra i più bassi del mondo è destinato a diventare un paese con pochi stimoli ed una scarsa propensione all'innovazione". (ANSA).
   

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