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Sanità, Chiarelli nel direttivo della Società italiana Pediatria

Direttore Clinica Pediatrica dell'Università di Chieti dal 1995

(ANSA) - CHIETI, 17 GIU - Il professor Francesco Chiarelli, ordinario di Pediatria, direttore della Clinica Pediatrica dell'Università di Chieti dal 1995 e autore di circa 700 articoli scientifici, è entrato a far parte del Comitato Direttivo della Società Italiana di Pediatria (Sip) per il biennio 2021-2023. "Questo evento rappresenta il primo passo per lo sviluppo di una migliore e maggiormente qualificata Rete pediatrica in Abruzzo - dice Chiarelli - che renda efficiente ed efficace la collaborazione tra Ospedale e Territorio al fine di migliorare l'assistenza pediatrica in Abruzzo e limitare al massimo il fenomeno dell'emigrazione sanitaria". Secondo Chiarelli, inoltre, un altro importante obiettivo sarà migliorare l'attività formativa delle Scuole di Specializzazione in Pediatria in Italia. E lui stesso si occuperà dell'accreditamento delle Scuole di specializzazione in Pediatria in Italia e in Abruzzo, in collaborazione con l'Osservatorio Nazionale, promuovendo la progressiva autonomia operativa degli specializzandi nella quotidiana attività assistenziale, e sosterrà l'accreditamento delle "Specialità Pediatriche".
    "La Pediatria è infatti una disciplina molto vasta, che comprende diverse specialità, quali la pneumologia, l'endocrinologia, la reumatologia, la neurologia, la gastroenterologia, la cardiologia - spiega Chiarelli - Attualmente il percorso formativo prevede un triennio comune in Pediatria Generale seguito da un biennio di formazione specifica, che può essere di cure primarie, cure secondarie o ambiti specialistici pediatrici. Il biennio svolto in una determinata specialità pediatrica, dovrebbe portare, oltre al conseguimento del Diploma di specialità, anche alla creazione della figura professionale del pediatra specialista, ovvero del "pediatra endocrinologo" o "pediatra neurologo", e altro.
    L'istituzione di un biennio con formazione specifica del pediatra in un settore della Pediatria rappresenterebbe il primo importante passo per evitare che il bambino sia preso in carico da specialisti dell'adulto piuttosto che da un "pediatra specialista nell'area di interesse", contribuendo alla sostenibilità di una sanità a misura di bambino". (ANSA).
   

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