Archeologia: relitto epoca romana individuato in mare Ustica

Con un carico di anfore databile tra il II e il I secolo a.C.

Redazione ANSA PALERMO

(ANSA) - PALERMO, 08 LUG - Un relitto di epoca romana giacente ad una profondità di circa 70 metri di cui è ben evidenziato il carico, composto da anfore databili tra il II ed I sec. a.C., è stato individuato nello specchio d'acqua antistante Ustica dalla Sovrintendenza del Mare durante un'operazione di monitoraggio e rimessa in ordine dell'itinerario subacqueo. Le indagini preliminari sono state condotte con il supporto tecnico-logistico della Guardia di Finanza, comandata dal Colonnello Martinengo del Roan.
    "Abbiamo ripreso le attività di ricerca e di manutenzione degli itinerari sommersi - dichiara la Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni - grazie all'Assessore Alberto Samonà che ha manifestato la volontà di rimettere al centro dell'attenzione la Sopmare che rappresenta tutt'oggi un organo di ricerca, tutela e valorizzazione unico in Europa e che prosegue la propria attività in tutti i mari di Sicilia".
    Le immersioni sono state effettuate dal segnalatore e altofondalista Riccardo Cingillo. Durante le tre giornate di lavoro sono state effettuate ricerche strumentali tramite ecoscandaglio, Rov e Rebreather. A Ustica le ricerche proseguiranno con saggi, rilievi videofotografici, e analisi diagnostiche sui reperti recuperati. "Proseguire e potenziare le ricerche in mare ispirate dall'entusiasmo ancora vivido di Sebastiano Tusa - sottolinea l'assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana, Alberto Samonà - non è solo un atto di rispettosa memoria verso un uomo che ha investito gran parte della propria vita a valorizzare la Sicilia e il mondo sommerso, ma è soprattutto un investimento in termini di capacità di generare valore, attraverso il potenziamento di un segmento dell'offerta culturale connessa al patrimonio storico-archeologico sottomarino, in linea con i principi dettati dalla Convenzione Unesco sulla fruizione del patrimonio culturale. Ho dato un preciso input alla Soprintendenza del Mare - prosegue Samonà - perché prosegua nella ricerca sottomarina e possano ampliarsi le occasioni di conoscenza e divulgazione del patrimonio storico e archeologico custodito dal mare. Un ringraziamento doveroso alla Guardia di Finanza che ci ha accompagnato anche in quest'ultima scoperta". (ANSA).
   

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