Teatri chiusi? Palcoscenico si sposta in campagna

Ad Alghero spettacoli nel verde e seduti su balle di fieno

di Gian Mario Sias ALGHERO

ALGHERO - Ignazio Chessa ci è o ci fa? Dove inizia la finzione, la messinscena, la performance? Impossibile stabilirlo. Algherese, 58 anni, è un artista in servizio permanente. Timori, paure, delusioni e malumori - tristezza, perfino - gli appartengono come a chiunque, specie a chi come lui ha una coscienza civile e politica, soprattutto a chi vive di arte e cultura, a maggior ragione adesso che tutto è fermo, le distanze complicano le performance dal vivo e musicisti, teatranti e artisti in genere sono ultimi tra chi attende un vero ritorno alla normalità.
    Ignazio la mattina si alza, indossa il sorriso migliore, arrota la lingua, allena la sua fabula incessante e si dedica anima e corpo a progetti che, nella loro semplicità, sono sempre straordinari. L'ultimo si chiama "AgriTeatrí. Teatro, musica, cibo e arti", rassegna di eventi tra teatro, musica, poesia e fiaba. Il palcoscenico che la ospita è un agriturismo. Le poltrone? Balle di fieno "numerate, sanificate anatomiche", scherza l'ideatore degli spettacoli - i primi due sono andati sold out - che andranno avanti sino a metà luglio. L'azienda che ha raccolto la sfida dell'attore, regista, autore, banditore, capobanda, presentatore, comico e altro ancora è "I vigneti". Comune di Olmedo, formalmente, ma di fatto è nel grande agro di Alghero.
    Con la generosità di chi crede in quello che fa, la determinazione di chi non piega le ginocchia davanti alle difficoltà, con l'ostinazione di chi nella vita fa il sognatore oltre ogni ragionevole limite, ha spostato in aperta campagna l'attività che, dopo una vita artistica senza fissa dimora, aveva condensato nella sua penultima genialata: Lo Teatrì, una bomboniera da 25 posti ricavata praticamente in un garage, al massimo un piccolo esercizio commerciale, al civico 85 di via Manzoni, ad Alghero, città in cui vive e che ama senza riserve.
    "Lo Teatrí si sposta ora all'aperto", racconta Ignazio Chessa all'ANSA. Oltre all'azienda "I vigneti" ci sono i tanti che partecipano per rimettere in moto la filiera locale dello spettacolo. E c'è stato un crowdfunding dai buoni esiti. "Tante persone con uno sforzo comune mettono a disposizione le loro professionalità per offrire un onesto, generoso e speciale prodotto, desiderando di recuperare serenità e coltivando la speranza di farcela", spiega. Con 20 euro si ha lo spettacolo, un bicchiere di vino per il benvenuto, e la degustazione finale di qualche pietanza della cucina tipica sarda. "Partecipando ci si diverte e si contribuisce a distribuire piccole economie fra i professionisti, artisti e tecnici, che partecipano a quest'esperienza", racconta ancora l'uomo che non sa stare fermo. Più che volerle, a volte le cose basta farle. (ANSA).
   

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