Museo Egizio parla piemontese, la lingua dei suoi ideatori

Video clip realizzate con il Centro Studi Piemontesi

Redazione ANSA TORINO

TORINO - Può sembrare anomalo sentire parlare il dialetto piemontese dentro al più grande Museo egizio del mondo, ma in realtà alla radice di questa idea c'è la volontà di omaggiare quegli uomini che di quel museo posero le basi, collezionisti piemontesi che tra loro parlavano in dialetto. E' questo il cuore del progetto 'Dalle Alpi alle Piramidi. Piccole storie di piemontesi illustri', promosso dal Museo Egizio di Torino in vista della celebrazione dei 200 anni del Museo nel 2024. Si tratta di 8 clip realizzate col Centro Studi Piemontesi e patrocinate dalla Regione Piemonte.
    "Nel 50/o anniversario delle identità regionali - dichiarano il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l'assessore regionale alla Cultura, Vittoria Poggio - siamo orgogliosi di sostenere questa iniziativa geniale e anche pedagogica quando ricorda che la nostra terra custodisce beni materiali di inestimabile valore, ma anche immateriali come l'idioma dei nostri antenati. Iniziative come questa dimostrano la volontà di fare programmi culturali che non si fermano neppure di fronte alla pandemia, trasformando così le insidie della condizione umana in opportunità". (ANSA).
   

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