A Yosemite, tra cascate e foreste per ritrovare se stessi

Forest Bathing contro le abbuffate di cattive notizie

di Gina Di Meo YOSEMITE VALLEY

YOSEMITE VALLEY - Dopo lo stress, le ansie, le paure dell'annus horribilis targato Covid-19, arriva dalla natura il rimedio per ritrovare se stessi e lasciarsi alle spalle la negatività. Il cammino verso la ripresa passa anche attraverso Yosemite, il parco nazionale della California, tra cascate spettacolari, foreste selvagge e alberi giganti. E la natura di Yosemite è il terreno ideale anche per un'altra esperienza, il forest bathing, letteralmente il bagno nella foresta. Si tratta di una pratica nata in Giappone negli anni '80 e che tra le altre cose prevede l'immersione nella natura per ore in quieta contemplazione per rigenerare l'organismo e aumentare le difese immunitarie. Oggi più che mai può essere l'antidoto contro il cosiddetto 'doomscrolling', ossia le abbuffate online di informazione, spesso negativa e che provoca ansia e insonnia.
    Il forest bathing non ha nulla a che fare con l'immersione di se stessi nell'acqua, piuttosto è un'esperienza che consente si tuffarsi nei cinque sensi attraverso una passeggiata nei boschi.
    Una delle condizioni fondamentali è ovviamente quella di rinchiudere in un cassetto lo smartphone. "Yosemite è uno dei posti più belli al mondo - ha spiegato all'ANSA Susan Madden, Mindfulness Guide at Mindful Café -. Quando ci si tuffa nei sensi e si connette alla foresta come nel forest bathing, ci si ritrova ad apprezzare di più la terra e l'ambiente". "Anche la scienza concorda - ha aggiunto - stare all'aperto nella natura ci fa bene sia mentalmente che fisicamente. In quel senso ha molto in comune con le pratiche di mindfulness. Quando quindi si combinano le due i benefici si moltiplicano. Ad esempio, meno stress, ansia, depressione, più felicità, e si rafforza il sistema immunitario".
    Dopo aver ritrovato la giusta carica è anche il tempo di andare alla scoperta del patrimonio naturale del parco. Il modo più completo è facendo 'hiking' (simile all'escursionismo). I più allenati non possono perdersi l'impervio sentiero che porta alle Upper Yosemite Falls, la cascata più alta del parco (739 metri).
    Una camminata di passione, considerata la madre degli esercizi di scalata, lungo 15 km (andata e ritorno) fino a Yosemite Point. Una fatica dalle sei alle dieci ore la cui ricompensa è lo spettacolo della Yosemite Valley e uno scorcio particolare sull'Half Dome, la famosa vetta granitica che si innalza sopra il parco raggiungendo un'altezza di quasi 2700 m. Meno impervio è invece il sentiero che porta alle Chilnualna Falls, la cui vetta può essere raggiunta in 4 - 6 ore.
    Un'altra tappa fissa a Yosemite è El Capitan, una roccia granitica alta circa 900 m e considerata sacra dai Nativi Americani. Attualmente è una delle più famose mete al mondo per gli scalatori. E' anche una delle bellezze naturali più fotografate.
    Il parco di Yosemite è delimitato a sud (South Gate) dalla contea di Madera dove, per riprendersi dalle fatiche fisiche, si può andare a spasso per vinerie oppure degustare ottime birre locali come ad esempio alla South Gate Brewing Company, che prende appunto il nome dall'accesso meridionale al parco. A Sierra Meadows si può invece fare 'glamping', termine che combina glamour e campeggio, ossia un campeggio con tutti I confort in stile resort, mentre a Oakhurst una cena farm to table all'Edelberry House Restaurant all'interno del lussuoso Château du Sureau, definito un'evasione europea in California.
    La proprietà richiama la campagna francese. (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie