Dodici artisti in finale per il Plinto della High Line

Tra le proposte un piccione gigante e una fontana di lacrime

di Alessandra Baldini NEW YORK

NEW YORK - Una fontana di lacrime, un pino antropomorfo e un gigantesco piccione sono tre delle dodici opere finaliste per il Plinto della High Line: il concorso per l'installazione che occuperà il piedistallo dove si trova oggi il lo spettacolare busto di donna "Brick House" di Simone Leigh sta arrivando in dirittura d'arrivo.

La High Line è una sezione in disuso di una ferrovia sopraelevata che correva lungo l'Hudson: affollatissima di turisti prima della pandemia da Covid, resta visitabile in questi giorni con accessi limitati a sud della 23esima strada e a scartamento ridotto. Il Plinto, collocato su un ponte che si affaccia sulla Decima Avenue e 30th Street nella sezione più a nord soprannominata "lo sperone", è ispirato al Quarto Plinto di Trafalgar Square: il piedistallo all'angolo nordovest della piazza londinese vuoto di secoli e dal 2005 deputato all'installazione di opere di arte contemporanea a finanziamento pubblico. Brick House resterà sul Plinto della High Line fino alla primavera 2021 quando sarà sostituita dall'opera ancora non annunciata che ha vinto la seconda commissione: tra i finalisti c'è anche l'italiana Paola Pivi. I finalisti delle due nuove edizioni edizione sono stati selezionati su una 'long list' di 80 opere da una giuria di esperti e con l'aiuto del pubblico: i due vincitori occuperanno il Plinto per 18 mesi ciascuno rispettivamente nel 2022 e 2024.

Gli artisti - Iván Argote, Nina Beier, Margarita Cabrera, Nick Cave, Banu Cennetoğlu, Rafa Esparza, Teresita Fernández, Kapwani Kiwanga, Lu Pingyuan, Pamela Rosenkranz, Mary Sibande e Andra Ursuţa - vengono da dieci paesi di cinque continenti. Dovranno ora produrre modelli in scala delle loro proposte che verranno esposti a partire da gennaio sulla High Line. Le dodici opere invitano a una riflessione su grandi temi come il cambiamento climatico e la guerra, l'immigrazione al confine tra Stati Uniti e Messico, il colonialismo e i diritti umani, la spiritualità e il mondo naturale: il piccione del colombiano Argote ha le dimensioni 'oversize' di un Tirannosauro Rex ed è intitolato con un pizzico di ironia "Dinosauro".

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