Covid: Sebastiani (Cnr),in Italia la crescita è esponenziale

situazione cambiata x aumento contatti e variante Delta

Enrica Battifoglia

L'epidemia di Covid-19 in Italia mostra i segni di una crescita esponenziale, alimentata dall'aumento dei contatti tipico della stagione estiva e dalla diffusione della variante Delta. E’ una situazione diversa rispetto a quella del luglio 2020, quando la percentuale di positivi ai test molecolari era un quarto rispetto a quella attuale e i ricoveri nelle terapie intensive erano meno della metà, indicano i calcoli del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac).

“Il nostro Paese è attualmente fra i cinque che in Europa mostrano una crescita di questo tipo, o l'hanno mostrata nel passato recente”, osserva, accanto a Grecia, Danimarca, Regno Unito, e Paesi Bassi.
Che la curva epidemica in Italia cominciasse a salire in modo esponenziale è accaduto subito dopo una lunga fase di discesa: una situazione diversa da quella di fine settembre 2020, quando la crescita esponenziale era stata preceduta da un periodo di crescita lineare.

“Come previsto – osserva Senastiani - il rilascio delle misure restrittive della fine di aprile ha portato, dopo cinque settimane, a un aumento dei casi a livello provinciale dovuto alla presenza di focolai circoscritti e distribuiti su tutto il territorio nazionale". Circa tre settimane fa, prosegue, "la situazione è cambiata qualitativamente, probabilmente per via dell'aumento dei contatti legato alle attività tipiche della stagione estiva e, soprattutto, della diffusione della variante Delta, la cui prevalenza risulterebbe raddoppiare ogni 15.5 giorni dai dati dell'ISS del 21 maggio e 21 giugno 2021”.

Secondo l’esperto “non indossare la mascherina all'aperto chiaramente favorisce la diffusione, ora andrebbe di nuovo vietato, ma non può essere considerato causa del passaggio alla fase esponenziale, come invece avvenne per l'inizio delle attività didattiche a metà settembre 2020: c'è bisogno delle solite due settimane canoniche perché si manifestino i suoi effetti ed è stato permesso proprio all'inizio dell'attuale fase esponenziale”.

I dati indicano che “nelle ultime tre settimane circa si osserva una crescita esponenziale con tempo di raddoppio degli incrementi tra 6 e 7 giorni della percentuale dei positivi ai test molecolari sui dati cumulati delle 14 regioni-province autonome, che forniscono separatamente i positivi ai molecolari e agli antigenici". Nello stesso periodo, "si osserva una crescita esponenziale con tempo di raddoppio degli incrementi tra 5 e 6 giorni della percentuale dei positivi a entrambi i tipi di test. Per una stima più attendibile del valore numerico dei tempi di raddoppio dobbiamo aspettare almeno altri 6 giorni".

Facendo il confronto con la situazione a metà luglio 2020 emerge poi che l’attuale percentuale di positivi ai test molecolari è quadrupla rispetto a quella rilevata a metà luglio 2020. Sempre rispetto a un anno fa è invece confrontabile il valore medio dei decessi, mentre i pazienti ricoverati nelle terapie intensive è più che raddoppiato.

"Quella attuale e quella dello scorso anno – osserva l'esperto - sono comunque situazioni nelle quali pesano fattori di tipo diverso, a partire dalla campagna di vaccinazione". I dati elaborati da Sebastiani indicano che la percentuale dei positivi ai test molecolari è al momento pari al 2%, in fase di crescita esponenziale con tempo di raddoppio degli incrementi pari a circa 6 giorni, mentre a metà luglio dello scorso anno era attorno allo 0.5% in fase di stasi. Per quanto riguarda il numero dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive, il trend è di diminuzione in entrambi i casi e la media degli ultimi sette giorni è 160; nel periodo corrispondente dello scorso anno la media era 64.

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