Auto: parte in rosso 2020 per mercato Italia (-5,9%)

Vendite Fca +0,17% a gennaio

Redazione ANSA TORINO

Parte in rosso il 2020 per il mercato italiano dell'auto. Le immatricolazioni a gennaio sono state 155.528 con un calo del 5,9% rispetto al primo mese del 2019. i dati sono del ministero dei Trasporti.

Auto: vendite Fca +0,17% a gennaio in Italia
La quota del gruppo sale al 25,6%
Il gruppo Fca ha immatricolato a gennaio in Italia 39.878 auto, lo 0,17% in più dello stesso mese dell'anno scorso. La quota sale dal 24% al 25,64%. Fca inizia l'anno in controtendenza rispetto al mercato e registra un aumento sia dei volumi sia della quota. Sono 5 i modelli del gruppo nella 'top ten' delle auto più vendute nel mese: oltre alla Fiat Panda (prima assoluta) e alla Lancia Ypsilon (seconda) si piazzano tra le prime dieci anche le Fiat 500X e 500 e la Jeep Renegade. In forte crescita le vendite del marchio Fiat che a gennaio immatricola oltre 25.800 vetture, in aumento del 5,6% rispetto a un anno fa. La quota è del 16,6% (+1,8%), in attesa della commercializzazione imminente delle versioni Hybrid di Panda e 500. A guidare l'aumento delle vendite sono i principali modelli del marchio: Panda e 500 sono prime nel loro segmento (rispettivamente con quote del 53,6 e dell'11,8%) così come lo sono anche Tipo e 500X con quote del 12,5 e del 13,6%. Alfa Romeo immatricola in gennaio 1.800 vetture per una quota dell'1,2%. Per quanto riguarda i modelli del brand, Stelvio è tra le più vendute della sua categoria con una quota dell'11,3%, mentre Giulia è al vertice tra le vetture di segmento D nelle versioni berlina. Con poco meno di 6 mila immatricolazioni a gennaio, Jeep ottiene il 3,9% di quota del mercato, in crescita rispetto a gennaio dell'anno scorso (+0,1%). Tra i modelli del brand i risultati di Renegade - secondo nel suo segmento dietro a 500X - mentre Compass è tra le più vendute nella sua categoria. Lancia registra 6.250 vetture e ottiene una quota del 4%, la stessa di un anno fa ma in forte crescita rispetto a dicembre, quando era stata del 2,8%.

Quagliano (Centro Studi Promotor), avvio 2020 senza infamia e senza lode
Pesano quadro congiunturale e misure su vetture aziendali
"Partenza lenta per il mercato automobilistico italiano, ma influisce un giorno lavorato in meno rispetto al gennaio 2019 che, in termini di immatricolazioni, vale circa il 4,5%. Inoltre il risultato del mese scorso ha risentito di qualche forzatura fatta a dicembre da alcune case per smaltire stock di vetture che non sarebbe stato possibile vendere da gennaio per la normativa europea anti-inquinamento". Lo sottolinea il Centro Studi Promotor. "Al netto di questi effetti il risultato del primo mese del 2020 - spiega - può ritenersi sostanzialmente sugli stessi livelli del gennaio 2019". Dall'inchiesta congiunturale condotta a fine gennaio dal Centro Studi Promotor emerge "un lieve peggioramento nei livelli di acquisizione di ordini a cui si associa però un altrettanto lieve incremento nei livelli di visitatori nelle show room che potrebbe avere un effetto moderatamente positivo sui dati di febbraio. Per quanto riguarda le attese per i prossimi tre-quattro mesi il 60% degli operatori interpellati si attende un mercato stabile o in aumento, mentre il 40% è pessimista". "In sintesi - secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - il mercato dell'auto inizia il 2020 senza infamia e senza lode, ma dovrà fare i conti con un quadro economico che è bruscamente peggiorato nell'ultimo trimestre del 2019 e con un atteggiamento del Governo che non è certo favorevole all'auto. A ciò si aggiunge che le recenti decisioni del Governo non stanno certo sostenendo la domanda di autovetture in un settore come quello dell'auto aziendale (noleggio + acquisti da parte di società) che ormai vale quasi il 50% del mercato".

Unrae, parte male 2020, manca piano strategico Paese
Prive di logica iniziative Comuni, disorientano consumatori
"In un quadro economico e geopolitico globale di grande incertezza, con ripercussioni negative sul nostro paese, come evidenziato dalla brutta partenza del mercato auto, l'ultima cosa di cui abbiamo bisogno è un insieme scoordinato di provvedimenti a livello comunale e regionale come quelli a cui abbiamo assistito e stiamo assistendo". Lo afferma Michele Crisci, presidente dell'Unrae, l'associazione delle case automobilistiche estere "Iniziative prive di logica e senza alcun beneficio sulla qualità dell'aria, che hanno invece impattato e stanno impattando in termini gravemente negativi sui consumatori e sul mercato - continua Crisci - con cancellazioni di ordini e ripensamenti da parte di acquirenti di auto diesel Euro 6, nuove e in linea con le più recenti normative in termini di emissioni. E' sempre più evidente l'esigenza di un'azione di coordinamento e armonizzazione nazionale delle misure sulla mobilità e sulla circolazione delle auto. Ancora più urgenti appaiono inoltre misure di sostegno alla domanda con l'obiettivo di svecchiare l'attuale parco circolante, con effetti positivi in termini di maggiore sicurezza e minore impatto ambientale". Unrae auspica che "il prossimo tavolo automotive convocato presso il Ministero dello Sviluppo Economico, costruendo su quanto fatto sinora, giunga velocemente all'adozione di misure allo scopo sopra citato e, contestualmente, definisca un piano nazionale strategico ed efficace atto a favorire lo sviluppo dell'infrastruttura di ricarica e rifornimento per le nuove tecnologie".

Anfia, a gennaio raddoppiano volumi ibride
Il 2020 sarà l'anno delle elettrice e ibride plug-in
"Dopo la ripresa delle vendite registrata a partire da settembre e un dicembre in crescita a doppia cifra (+12,5%), il mercato dell'auto apre il 2020 con segno negativo (-5,9%), complice anche un giorno lavorativo in meno". E' il commento di Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia. Le immatricolazioni di auto ibride, incluse le ricaricabili ed elettriche (Pev) - spiega - a gennaio raddoppiano quasi i volumi rispetto allo stesso mese 2019 e raggiungono la quota più alta mai registrata (11,3%). Le ibride mild e full aumentano del 74% con una quota di mercato del 9,2%. Le ricaricabili a gennaio 2020 sono quasi 5 volte quelle vendute a gennaio 2019, grazie alle forti variazioni positive sia delle elettriche (Bev: +546% e 1,2% di quota), che delle ibride plug-in (Phev: +269% e 0,8% di quota), e rappresentano il 2,1% dell'immatricolato. Il 2020 sarà l'anno di punta delle vendite di auto Bev e Phev, incentivate dall'ecobonus e spinte dagli stringenti target di riduzione della CO2 che attendono le case automobilistiche. E' per questo che abbiamo sollecitato le istituzioni a mettere in campo tutte le misure, dirette ed indirette, di sostegno allo sviluppo della mobilità elettrica. Eppure, la situazione a oggi sembra paradossalmente peggiorata, visto che le risorse avanzate dal bonus 2019 non sono state recuperate, il plafond di 70 milioni di euro del 2020 servirà anche per l'acquisto di cicli e motocicli (anche se per soli 8 milioni) e nulla in più si è fatto né per agevolare i privati nell'installazione delle wallbox, né tantomeno sulla rimozione degli ostacoli tariffari".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
Modifica consenso Cookie