Mini Countryman Cooper SD, che grinta con il diesel 190 Cv

Combinazione ideale tra novità del MY 2021 e basse emissioni CO2

Redazione ANSA CHAMPOLUC (VALLE D'AOSTA)

C'era una volta la Mini, quella che oggi vediamo piccolissima e che era stata progettata dal 'genio' Alec Issigonis. Poi, nel 2001, arrivò la Mini dell'epoca moderna, voluta e ampiamente perfezionata dal Gruppo Bmw. E da questa nacquero tante altre Mini, nelle declinazioni 5 porte, Cabrio, Clubman per non parlare della Coupé, della Roadster e della Paceman. Ma da qualche tempo, grazie ad una idea geniale (quasi come quelle di Issigonis) degli strateghi della Casa di Oxford Mini è diventata anche suv, o meglio Countryman. Non è un caso se questo modello - che declina i tradizionali valori della Mini ma con proporzioni più grandi - costituisce oggi il core business del brand, rappresentando da sola il 46% delle immatricolazioni Mini in Italia.

Il lancio della nuova generazione della Countryman va dunque in direzione di una soddisfazione ancora più ampia delle aspettative di chi è già cliente Mini e soprattutto in ulteriori opportunità di conquista da altri brand. il lancio dell'ultima Countryman - va subito sottolineato - non ne ha alterato i valori vede ancora una volta una significativa ottimizzazione in termini di versatilità, funzionalità e confort di questo modello, apprezzato proprio per essere 'allineata' nel livello della qualità a bordo con suv di questa taglia ma di fascia ancora più alta. Immediatamente riconoscibile come modello più grande del brand britannico, nuova Countryman si distingue per una personale interpretazione della classica struttura 'two box' delle Mini, con proporzioni che ne descrivono efficacemente l'importanza 'a terra' da vero suv, ma un design elegante e dinamico che trova nella caratteristica linea del tetto un elemento fortemente distintivo. Oltre al frontale con griglia del radiatore di nuova concezione, spiccano della nuoca Mini Countryman i fari e i fendinebbia a Led - ora di serie - le luci posteriori a Led con design Union Jack, oltre a finiture migliorate (con la nuova opzione Piano Black Exterior) e gli inediti cerchi in lega leggera che arrivano a 19 pollici di diametro. Piacevolmente rinnovato anche il look rivestimento del paraurti ridisegnato, la grembialatura posteriore contribuisce a conferire un look particolarmente imponente e moderno.

E per chi non si accontenta di una Mini 'normale' e vuole avere la certezza di far sempre voltare lo sguardo degli altri automobilisti, sono previste tante opzioni e opportunità di personalizzazione estetica. E' il caso del kit esterno Mini All4 e i mancorrenti sul tetto - disponibili entrambi come optional - che sottolineano ulteriormente la versatilità della nuova Countryman, mentre chi vuole privilegiare la sportività, sono disponibili i dettagli esterni ottimizzati aerodinamicamente del pacchetto opzionale John Cooper Works. Un test, quello organizzato in Valle d'Aosta per questa nuova generazione, che ha permesso di valutare positivamente una delle combinazioni più interessante nella gamma della nuova Countryman. E' quella ideale per un impiego prevalente su asfalto, e che unisce l'estetica John Cooper Works allo schema a due ruote motrici, al cambio Steptronic a 8 rapporti e all'ottimo 4 cilindri turbodiesel 2.0 da 190 Cv della variante Cooper SD. In questa configurazione Mini Countryman - proposte da 38.100 a 41.200 euro a seconda della versione - vanta un comportamento dinamico che può soddisfare anche i guidatori più esigenti in termini di sportività e - al tempo stesso - di contenimento dei consumi e delle emissioni. Questo Twin Power Turbo, di evidente provenienza Bmw, eroga 400 Nm fra 1.750 e 2.500 giri, permettendo uno scatto da 0 a 100 in soli 7,9 secondi. In assenza di limiti Mini Countryman Cooper SD è capace di superare i 226 km/h, ma nelle nostre autostrade le maggiori soddisfazioni si ottengono - come abbiamo potuto verificare nel test Milano/Val d'Ayas/Milano - quando per variazioni altimetriche o esigenze di spunto, si richiede all'auto una immediata e vigorosa reazione alla spinta sull'acceleratore. Il tutto con consumi ed emissioni che dimostrano come, pur in assenza di elettrificazione, un motore a gasolio di ultimissima generazione sia davvero 'amico' dell'ambiente e del bancomat. Il consumo omologato nel ciclo misto è infatti di soli 5,2 litri di gasolio per 100 km, con emissioni di CO2 contenute in 111 g/km.

 

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