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Alfa Romeo Giulia, emozioni forti anche con la 2.2 a gasolio

180 Cv da sfruttare con la stessa meccanica della Quadrifoglio

di Andrea Silvuni

BALOCCO (VERCELLI) - Che emozione, finalmente, poter valutare su strada la 'meccanica delle emozioni' come all'Alfa Romeo viene chiamata la Giulia, primo modello della nuova era del Biscione. Nel tanto atteso 'G-day' che si è svolto presso il Centro Sperimentale di Balocco (Vercelli) hanno debuttato ufficialmente le varianti 2.2 D 180 Cv e Quadrifoglio 510 Cv destinate al mercato europeo, in attesa di un allargamento della gamma con altre motorizzazioni. Il porte aperte è previsto per il 28-29 maggio con prezzi che partono da 35.500 euro.


Quasi scontato che, all'esordio su strada, l'adrenalina potesse salire alle stelle mettendosi al volante della Quadrifoglio con motore V6 2.9 da 510 Cv ma sorprende che sensazioni egualmente 'forti' arrivino anche dalla Giulia Super 2.2 Diesel da 180 Cv. La più potente versione a gasolio della gamma, oggetto del test - 180 Cv, con una coppia di 380 Nm con cambio meccanico a 6 marce e 450 Nm con l'automatico a 8 rapporti - condivide infatti con la Quadrifoglio piattaforma e sospensioni, con pochissime differenze relative solo alle tarature, alle boccole e altri elementi elastici. Non deve dunque stupire che spingendo a fondo sull'acceleratore la Giulia 2.2 D 180 Cv, pur accreditata di un consumo medio di soli 4,2 litri per 100 km e di 109 g/km di CO2, faccia emergere il migliore Dna Alfa Romeo garantendo una dinamica di guida che può essere assolutamente sportiva. La scelta facilitata, per chi siede al volante della nuova Giulia, dalla manopola che permette di selezionare i tre programmi di funzionamento Dynamic, Natural e Advanced Efficiency (quest'ultima dedicata al risparmio energetico, al debutto in un'Alfa Romeo). Non c'è la posizione Race, che è prerogativa della Quadrifoglio, che sposta tutti i settaggi nell'area più prestazionale, ma in Dynamic la Giulia 2.2 D 180 Cv offre una combinazione ottimale tra assetto rigido, risposta pronta del pedale dell'acceleratore e sterzo diretto, caratteristiche 'vitalizzanti' che fanno addirittura pensare al mondo delle Alfa da competizione.

Va detto che questa unità 4 cilindri è frutto di un progetto innovativo, primo motore Diesel della storia Alfa Romeo costruito interamente in alluminio. E' dotato di alimentazione MultiJet II di ultima generazione con Injection Rate Shaping (IRS) e pressioni d'esercizio di 2.000 bar. Altre prerogative sono il turbo a geometria variabile ad attuazione elettrica - che minimizza i tempi di risposta e offre vantaggi in termini d'efficienza - e il contralbero di equilibratura per offrire elevati livelli di confort. Di questo motore arriveranno a breve anche due varianti Eco con emissioni contenute in 99 g/km e una versione ancora più performante, con 210 Cv e 470 Nm, abbinato anche alla trazione integrale. La gamma Giulia si arricchirà poi di un'altra novità, un 4 cilindri 2.0 turbo benzina da 200 Cv, anch'esso frutto di un nuovo progetto. Com'è tradizione per il Biscione, in questo modello debuttano anche numerose altre innovazioni. E' una prima mondiale, ad esempio, l'Integrated Brake System (IBS) un sistema elettromeccanico che combina il controllo di stabilità con il tradizionale servofreno che garantisce una risposta istantanea con una distanza di arresto record: da 100 km/h a 0 in 38,5 metri per Giulia e in 32 metri per la versione Quadrifoglio.

Significativa anche la presenza del Forward Collision Warning (FCW) e dell'Autonomous Emergency Brake (AEB) con funzione di riconoscimento pedone. In particolare l'FCW, standard su tutte le versioni, rileva mediante un sensore radar e una telecamera la presenza di eventuali ostacoli o veicoli presenti sulla traiettoria avvisando del rischio di collisione ed azionando se serve il sistema AEB. Il debutto della Giulia non apre, dunque, solo nuovi orizzonti in direzione delle prestazioni assolute - 220/230 km/h per le due diesel, 307 per la Quadrifoglio - ma anche della sicurezza totale e dell'evoluzione high tech, a tutto vantaggio della mobilità individuale del futuro.

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