Auto: mercato Italia in rosso, -8,3% a novembre

Negli undici mesi immatricolazioni in calo del 28,9%. Per FCA +1,4%. Promotor, rifinanziare incentivi è indispensabile

Redazione ANSA

Nel mese di novembre sono state immatricolate in Italia 138.405 auto, con un calo dell'8,34% rispetto allo stesso mese del 2019. I dati sono del ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture. Negli undici mesi il volume di immatricolazioni è di 1.261.802 auto, il 28,97% in meno dell'analogo periodo dell'anno scorso.

Il gruppo Fca ha immatricolato a novembre in Italia 34.566 auto, l'1,4% in più dello stesso mese dell'anno scorso. La quota sale dal 22,57% al 24,97% (+2,4%). Negli undici mesi le immatricolazioni di Fca sono 299.690, in calo del 28,83% rispetto all'analogo periodo del 2019. La quota è stabile al 23,7%. Fca continua il trend positivo di crescita già registrato nei due mesi precedenti. A settembre e ottobre la crescita era stata rispettivamente del 17,5% e del 12,6%. Un risultato che, per il secondo mese di fila, è in controtendenza rispetto a quello ottenuto dal mercato e che permette a Fca di raggiungere una quota del 25%, in crescita sia rispetto allo stesso mese dell'anno scorso grazie alle iniziative promozionali e al lancio di nuovi e significativi modelli come le Jeep 4xe ibride plug-in e le Fiat Panda e 500 e la Lancia Ypsilon Hybrid. Per quanto riguarda i marchi, Jeep ha registrato una crescita superiore alla media del mercato: nei volumi del 18% (7.022 a novembre) e nella quota dell'1,1% (5,1%) rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Anche gli altri marchi hanno aumentato la quota. A novembre, Fiat ha registrato 21.342 vetture e ha ottenuto una quota del 15,4%, in crescita di un punto percentuale; Lancia, che ha immatricolato oltre 4.200 auto, ha visto crescere la sua quota dello 0,2% ed è al 3%, mentre Alfa Romeo, con quasi 2.000 immatricolazioni ha aumentato la quota dello 0,1%, all'1,4%. Sono 5 i modelli Fca nella 'top ten' delle auto più vendute in novembre, con Fiat Panda stabilmente al primo posto con quasi 1.1000 immatricolazioni. In classifica sono inoltre presenti nell'ordine Lancia Ypsilon, Fiat 500 e Jeep Compass e Renegade. Ancora una volta Panda si conferma leader delle vendite in Italia e naturalmente prima nel segmento A di cui detiene il 43,9% di quota. Insieme con Fiat 500 - seconda nel segmento A - raggiungono nella loro categoria una quota del 59,8%. Anche la Jeep Compass, l'Alfa Romeo Stelvio e la 500L sono al primo posto nei rispettivi segmenti di riferimento con percentuali rispettivamente del 15,9%, 16,8% e 38%.

Il risultato di novembre avrebbe potuto essere molto peggiore dato che l'esaurimento dei fondi per gli incentivi alle auto con emissioni di CO2 da 61 a 110 gr/km ha determinato una drastica caduta della domanda, maggiore di quanto appaia. Lo spiega il Centro Studi Promotor, che indica tre fattori. Innanzitutto novembre 2020 ha un giorno lavorato in più di novembre 2019 e questo vale circa il 4,5% del risultato del mese. Il secondo fattore è l'immatricolazione a novembre di auto con incentivi prenotate prima dell'esaurimento dei fondi e il terzo è l'immatricolazione ai concessionari (per i chilometri zero) di auto in giacenza che non potrebbero più essere immatricolate come nuove nel 2021. Dall'inchiesta congiunturale del Csp di fine novembre emerge che per il 98% dei concessionari l'affluenza negli show room è crollata a livelli infimi e per il 92% c'è stato un crollo nell'acquisizione di ordini, mentre l'indicatore di fiducia degli operatori è precipitato a quota 20,90, livello che si era stato registrato solo nelle fasi più acute delle grandi crisi del 1993 e del 2008. La previsione è che il 2020 chiuderà quindi con un volume inferiore a 1.400.000 unità. "E' evidente - sostiene Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - che è assolutamente necessario che le Camere approvino gli emendamenti volti a rifinanziare gli incentivi alla rottamazione nella Legge di Bilancio. Da studi accurati emerge che anche per gli incentivi 2020 il costo per l'Erario è stato ampiamente compensato dal maggior gettito Iva sulle vetture vendute in più e che l'impatto sull'ambiente, in termini di risparmio di CO2, degli incentivi per le auto ad alimentazione tradizionale è stato superiore a quello per le auto a basso impatto. Si rafforza l'esigenza di incentivare l'acquisto anche di auto di ultima generazione con alimentazioni tradizionali.

Per Anfia, Federauto e Unrae è stato un 'novembre nero'. "Le misure di sostegno alla domanda oltre ad avere un ruolo determinante per la ripartenza del mercato e per il rinnovo del parco circolante in chiave ecologica, hanno anche sortito effetti positivi sulla produzione di autovetture e componenti nel nostro Paese,". Lo afferma Paolo Scudieri, presidente dell'Anfia. "Con un mercato nazionale ed europeo ancora sotto pressione a causa della pandemia, negli ultimi mesi abbiamo assistito a un sensibile incremento del ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende automotive, una situazione che rischia di peggiorare se non verranno attivati, nel breve, interventi a supporto della domanda", aggiunge Scudieri. "Senza un nuovo intervento per il sostegno al mercato auto, il nuovo calo delle vendite- sottolinea Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto - pone le nostre aziende nella necessità di riattivare la cassa integrazione che, comunque sia, non sarà sufficiente ad arginare la perdita di fatturato oggi attestata, rispetto al 2019, su un valore medio di -25%. I dati sulla cassa integrazione nel periodo gennaio-ottobre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, mostrano un aumento del 6.000%, per un ammontare di ore autorizzate superiore a 60 milioni". "Non possiamo non ricordare che gli incentivi estivi hanno rappresentato certamente una boccata di ossigeno per costruttori e indotto industriale, ma soprattutto hanno prodotto un indubbio beneficio per l'ambiente: grazie agli incentivi, secondo i dati di Invitalia, sono state rottamate più di 120 mila vetture delle categorie fino a Euro 4, fortemente inquinanti e poco sicure, risparmiando alle nostre città oltre 155 mila tonnellate di CO2 su base annua", aggiunge Michele Crisci, presidente dell'Unrae, che auspica "ugual imisure sul 2021 con un rinnovo degli incentivi allo svecchiamento del parco auto per contrastare le attuali condizioni di recessione e una maggiore detraibilità dell'Iva per vetture aziendali".

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