Dagli scarti alimentari materiali per l’auto e per le Alfa

FCA sta studiando come riutilizzare sui veicoli fibre vegetali

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Il Centro ricerche di FCA sta studiando come poter utilizzare gli scarti alimentari nella produzione di autoveicoli, ne ha parlato oggi a Expo Silvia Avataneo dell'ex Centro ricerche Fiat ora CRF, nell'ambito dell'incontro organizzato da FCA in collaborazione con Autogrill, dal titolo "Gli scarti alimentari come materia prima del futuro: un viaggio dalla ristorazione all'automotive". Nel dettaglio, è stato spiegato come alcune fibre di origine vegetale destinate all'inceneritore potrebbero essere impiegate per la realizzazione di componenti per le macchine. È poi stato svelato che da fibre di Canapa tessile vengono già prodotti alcuni elementi destinati al brand Alfa Romeo, in particolare per la traversa plancia e il pannello porta di un modello di punta. Si tratta di una soluzione "eco" che permette di ottenere materiali tecnicamente più performanti. E ancora, allo studio di FCA ci sono delle tecniche per utilizzare gli scarti della lavorazione della carta per realizzare fibra di carbonio, così da rendere anche più accessibile economicamente l'utilizzo di questo materiale nella produzione di massa. Se per le applicazioni industriali realizzate con gli scarti alimentari "bisognerà aspettare tre o quattro anni", ha chiarito la Avataneo, illustrando un posacenere pensato per la Punto e prodotto utilizzando anche vinacce, gusci di mandorle, e bucce d'arancia, per poter produrre carbonio da sostanze "bio based" i tempi potrebbero richiedere qualche anno in più. La Avataneo, Enviromental senior specialist del CRF, ha poi spiegato all'ANSA: "Sui veicoli di attuale produzione non vi sono ancora applicazioni dagli scarti alimentari, il nostro obiettivo e realizzarne su quelli di domani.

I progetti in corso prevedono la valorizzazione degli scarti che vengono lavorati, essiccati e macinati per dare origine a fibre 'medio brevi' da addittivare a biopolimeri di vario genere da applicare alle componenti dell'auto. In parole semplici il polimero è come un panettone, le cariche da addittivare sono come l'uvetta e i canditi: noi stiamo cercando cariche di origine bio per arricchire i materiali e renderli più performanti. È importante sottolineare come l'obiettivo di FCA è non andare a disturbare il delicato equilibrio delle filiere dell'alimentazione umana e animale ma riutilizzarne gli scarti, trasformandoli in prodotti di alto valore aggiunto. Per esempio il tutolo del mais (la parte centrale della pannocchia non commestibile, ndr) le rimanenze delle spremiture delle olive o del vino, le bucce degli agrumi, potrebbero diventare la base per i componenti polimerici che avremo sulle auto di domani e che potremo vedere su elementi di finizione interna, nella plancia, nei pannelli porta".

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