Luca de Meo, dal primo luglio guida ufficialmente Renault

Accolto favorevolmente dalla stampa e dai sindacati francesi

Redazione ANSA ROMA

Primi giorni del luglio 2007: un brillante giovane manager milanese laureato alla Bocconi, AD di Abarth e Alfa Romeo oltre che responsabile del marketing di tutti i brand di FCA, affianca Sergio Marchionne nei frenetici preparativi del lancio della nuova generazione della Fiat 500, l'auto che ha rilanciato l'azienda torinese.

Primi giorni del luglio 2020: lo stesso manager milanese, ora 53 enne e più 'affermato' professionalmente - abbandonato l'elegante abito blu di sartoria e il fazzolettino bianco nel taschino a favore di una casacca grigia e gialla da operaio - inizia il suo tour nelle fabbriche della Renault, di cui è il nuovo Ceo e che deve 'rilanciare' esattamente come avvenne per Fiat e come ha già dimostrato di saper fare con Seat.

Luca de Meo - scrive la stampa francese in questi giorni - è 'l'uomo che può riconnettersi con la base per riparare la Renault' e, ancora, lo definisce 'un ''genio del marketing' pronto per governare il timone della Casa della Losanga e renderla nuovamente competitiva dopo le tante difficoltà, non ultima la disastrosa uscita di Carlos Ghosn, e compreso il recente doloroso piano di licenziamenti. Come riporta Las Chos, all'assemblea generale del 19 giugno - dove ha fatto la sua prima apparizione in Renault nonostante il suo incarico scattasse contrattualmente solo dal primo luglio - de Meo ha assicurato in un francese impeccabile, appena colorato da un leggero accento, di essere soprattutto attratto dalla sfida. ''Raddrizzare una delle più grandi, e direi una delle più prestigiose Case automobilistiche al mondo - ha detto de Meo - è forse una delle sfide più belle che ho dovuto affrontare finora''.

Philippe Chain, che conosce de Meo da quasi trent'anni fa avendo lavorato con lui in Renault, che è stato il suo primo impiego nel 1992 dopo la Bocconi, ha detto a Les Echos che ''Luca ha un vero affetto per la Renault, si è sempre preoccupato del destino dell'azienda''. Ed ha ribadito che ''è molto stimolato dalla sfida'', ed è convinto che ci riuscirà. Accettando di diventare il nuovo amministratore delegato della Renault, de Meo - scrive Las Echos - ha rinunciato a proseguire il suo viaggio all'interno del gruppo Volkswagen accettando persino, secondo alcune fonti, di ridurre la propria remunerazione.

Luca de Meo sembra non avere difetti: ''Ha una reputazione molto forte - ha affermato Jacques Aschenbroich, CEO di Valeo - Ha l'automobile nel sangue e conosce perfettamente il settore, che attualmente sta subendo gravi perturbazioni tecnologiche e di mercato. È l'uomo giusto per la Renault''.

Ma non mancano le critiche, prima fra tutte quella relativa alla differente dimensione di Renault sette volte più grande rispetto a Seat. E poi alcuni esperti fanno notare che Il futuro capo della Losanga non è un ingegnere e non ha né le reti né la conoscenza dettagliata della cultura politico-economica francese, indispensabile per guidare un Gruppo di queste dimensioni. Ma il partito Pro-de Meo segnala che il neo nominato Ceo della Renault potrà fare affidamento su importanti risorse interne come Gilles Le Borgne, ex ingegnere capo della PSA, entrato in azienda sei mesi fa. E soprattutto sul presidente di Renault Jean-Dominique Senard, che è arrivato in questa posizione dalla Michelin e che vanta tutte le connessioni nel mondo degli affari e della politica francese. E che, tra l'altro, è molto vicino alla cultura italiana avendo studiato e soggiornato a Roma.

Luca de Meo - che parla fluentemente cinque lingue: italiano, tedesco, inglese, francese e spagnolo, ma anche un po 'catalano - può giocare un'altra importante carta nella sfida Renault, quella di essere vicino (e molto ascoltato) alla base aziendale.

E soprattutto preferisce usare il suo potere di convinzione piuttosto che la sua autorità. ''Ascolta molto e sa come mettere insieme - afferma Patrick Pelata, ex braccio destro di Carlos Ghosn''. In Seat, aveva organizzato Momenti con Luca, un appuntamento per incontrarsi regolarmente con il personale dell'azienda. Le poche parole pronunciate durante l'assemblea generale di Renault sono state ben accolte dai dipendenti del Gruppo francese. ''Il suo lato appassionato, il suo desiderio, la sua percezione della sfida da affrontare e il suo impegno - ha commentato Mariette Rih, delegata sindacale centrale dei lavoratori Renault - tutto questo è rassicurante''. 

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