Covid: 17.533 nuovi casi, 620 le vittime. Giù il tasso di positività. Intensive sopra la soglia critica

Brusaferro: 'La curva ha rallentato la decrescita'. Rezza: 'La vaccinazione procede ma effetti non a breve'

Redazione ANSA ROMA

Dopo un periodo di relativa 'tregua' - in cui si era assistito ad un rallentamento della curva dei casi da Covid-19 - torna a peggiorare la situazione epidemiologica in Italia, con l'indice di trasmissibilità Rt risalito sopra l'1 (a 1,03), per la prima volta dopo 6 settimane. Anche l'incidenza torna a crescere ed aumenta l'impatto della pandemia sui servizi assistenziali, con le terapie intensive che si collocano sopra la soglia critica del 30% di occupazione a livello nazionale.

I dati del monitoraggio settimanale del ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Iss) indicano, questa settimana, un "peggioramento generale" degli indici della pandemia che porta ad un "aumento del rischio di una epidemia non controllata e non gestibile". 

LA CONFERENZA STAMPA

 

Un quadro allarmante che, si rileva nel monitoraggio, evidenzia come l'epidemia si trovi "in una fase delicata che sembra preludere ad un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane, qualora non venissero definite ed implementate rigorosamente misure di mitigazione più stringenti". Dopo le festività natalizie, quindi, i dati del contagio si fanno più critici anche se, ha precisato il presidente dell'Iss Silvio Brusaferro in occasione della conferenza stampa sull'andamento epidemico organizzata al ministero della Salute, bisognerà attendere la prossima settimana per avere dati più precisi. L'andamento è confermato dai numeri giornalieri del contagio, con 17.533 tamponi positivi nelle ultime 24 ore (contro i 18.020 di ieri) e 620 vittime (contro le 414 del giorno precedente). Aumentati a 140.267 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore (19 mila in più rispetto a ieri), con il tasso di positività che scende al 12,5% rispetto al 14,8% di ieri ma che si mantiene tuttavia su livelli ancora alti. I ricoverati in rianimazione sono 2.587 e quelli nei reparti ordinari 23.313. E le conseguenze si vedono, appunto, soprattutto nei reparti di terapia intensiva: 13 Regioni/PPAA hanno infatti un tasso di occupazione nelle rianimazioni e/o aree mediche sopra la soglia critica (contro 10 della settimana precedente). L'incidenza, inoltre, ha raggiunto quota 313,28 per 100.000 abitanti, con livelli elevati persistenti in Veneto. Insomma, la curva "ha rallentato la decrescita e ha avuto una controtendenza in questa settimana, e c'è un incremento della velocità di crescita dei casi", ha avvertito Brusaferro. La "gran parte delle Regioni - ha sottolineato - si sta avvicinando o è sopra Rt 1 e questo è un elemento che deve spingerci alla massima attenzione nelle misure da adottare e che deve portarci ad adottare comportamenti rispettosi per evitare una ulteriore ricrescita".

Intanto il direttore della Prevenzione del ministero della Salute Gianni Rezza ha parlato dell'aspetto dei vaccini

 

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