Morti due contagiati della nave La Cina: 'I nostri sforzi funzionano'

Erano a bordo della Diamond Princess. Il totale dei morti per coronavirus sale a quota 2.233

Redazione ANSA

Due persone contagiate dal coronavirus a bordo della Diamond Princess, la nave da crociera bloccata da oltre due settimane a Yokohama, sono decedute: lo riferisce la tv pubblica nipponica NHK.

Nel frattempo, la Commissione sanitaria nazionale (Nhc) cinese ha reso noto che ieri sono stati rilevati 114 nuovi decessi e 394 contagi aggiuntivi, facendo salire il totale, rispettivamente a 2.233 e 76.497. I nuovi casi sono in drastico calo rispetto ai 1.749 di martedì, fino ai minimi da un mese circa. Nella provincia dell'Hubei, epicentro dell'epidemia, sono segnalati 349 altri contagi dopo la rimozione di 279 casi risultati negativi ai test dell'acido nucleico. La Cina, infatti, ha cambiato in parte i parametri di prevenzione e controllo, consentendo all'Hubei di rimuovere i "clinicamente diagnosticati".

Gli sforzi cinesi per il controllo dell'epidemia "stanno funzionando", ha detto il ministro degli Esteri Wang Yi, vedendo nella riduzione di nuovi casi il risultato della "robusta azione" messa in campo. "La Cina sta non solo proteggendo la sua gente, ma anche il resto del mondo", ha aggiunto Wang, intervenuto ad un appuntamento dell'Asean in Laos.


Finito l'incubo Diamond, gli italiani tornano oggi

Per cinquecento passeggeri della Diamond Princess, già sbarcati dalla nave, l'incubo è finito. Gli altri, tra cui 35 italiani, iniziano a vedere la luce in fondo al tunnel dopo essere rimasti imprigionati da due settimane sulla nave da crociera ancorata in quarantena nella baia giapponese di Yokohama. Un luogo diventato una "trappola galleggiante" dove i contagi da coronavirus continuano ad aumentare giorno dopo giorno: l'ultimo bilancio aggiornato è di 621 contagiati.

Dopo essere partito martedì sera da Ciampino, è arrivato mercoledì pomeriggio l'aereo Falcon con il team medico incaricato di sottoporre gli italiani ai test per escludere l'infezione. Nello staff inviato in Giappone anche due medici dello Spallanzani di Roma, un'anestesista e un'infettivologa. Chi risulterà negativo ai controlli potrà sbarcare già oggi dalla nave, per rientrare a casa in serata con un secondo aereo, un Boeing dell'Aeronautica militare partito ieri sera dall'Italia. Il volo dovrebbe riportare in patria, oltre ad una trentina di italiani, anche 27 cittadini di altri Paesi dell'Unione europea. Bruxelles ha attivato il meccanismo di protezione civile per cofinanziare i voli italiani.

Una volta atterrati all'aeroporto militare di Pratica di Mare, i passeggeri saranno sottoposti alla consueta quarantena di 14 giorni, il periodo ritenuto necessario dai medici per escludere del tutto la presenza della malattia. Per i primi giorni saranno trattenuti nella stessa struttura militare, poi saranno trasferiti al centro olimpico della Cecchignola, previa bonifica degli ambienti dove sono stati finora gli altri italiani rientrati nei giorni scorsi da Wuhan, la città cinese epicentro dell'epidemia.

Un terzo volo dovrebbe partire in un momento successivo per riportare a casa il passeggero italiano risultato contagiato dal virus a bordo della Diamond Princess. Si tratterà di un aereo di biocontenimento, stessa tipologia di quello impiegato per riportare a casa nei giorni scorsi Niccolò, il diciassettenne friulano che era rimasto bloccato a Wuhan. Se dagli screening medici sulla nave dovessero risultare altre persone contagiate, anche loro saranno riportate a casa con lo stesso volo. A bordo resteranno invece sicuramente cinque italiani membri dell'equipaggio, tra cui il comandante Gennaro Arma. I test medici sono stati condotti su tutti i circa 3.200 passeggeri della Diamond Princess. Il periodo di quarantena a bordo era iniziato il 5 febbraio, dopo che una persona sbarcata a Hong Kong era stato trovata positiva al coronavirus.

Può tirare invece un sospiro di sollievo il marittimo sanremese sbarcato in Cambogia nei giorni scorsi dall'altra nave da crociera finita al centro delle cronache, la Westerdam, su cui viaggiava almeno una persona contagiata, una cittadina statunitense. L'uomo, che si era messo in isolamento volontario a casa sua, è stato sottoposto al test per il virus su decisione del ministero della Salute ed è risultato negativo.

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