Il Pe supera lo stallo sul pacchetto clima, occhi puntati sul Consiglio

Ok dell’Eurocamera all’Ets, riunioni degli Stati senza sosta per chiudere lunedì e martedì

Redazione ANSA

L’Europarlamento ha approvato il suo orientamento sulla riforma dell’Ets, la tassa al carbonio alle frontiere (Cbam) e il fondo sociale per il clima. Ora, gli occhi sono puntati sul Consiglio Ue. Alla riunione dei ministri dell’energia prevista per lunedì in Lussemburgo saranno probabilmente adottati i testi che rappresentano la posizione dei Paesi membri sulle nuove direttive energie rinnovabili ed efficienza. Si lavora senza sosta sul resto del pacchetto, con negoziati a oltranza, per portare all'approvazione dei ministri dell’Ambiente martedì tutti gli altri regolamenti del fit for 55, con la sola eccezione delle nuove norme sulla tassazione dell’energia.

“Gli orientamenti sui target nazionali di emissione per agricoltura e trasporti e sull’assorbimento della CO2 grazie all’uso dei suoli forestali e agricoli sono abbastanza stabili”, fanno sapere dal Consiglio Ue. Sugli standard di emissione di auto e furgoni e l’Ets (con Cbam, Fondo sociale ed Ets 2) le riunioni tecniche si susseguiranno probabilmente per tutto il fine settimana. Per gli standard CO2 l’Italia ha fatto circolare un documento sottoscritto con altri quattro Paesi, per posticipare l'eliminazione dei motori a combustione dal 2035 al 2040 e di ridurre le emissioni di CO2 del 90% (anziché del 100% come proposto da Commissione europea ed Europarlamento) nel 2035. Su Ets e Cbam, il periodo di transizione per la fine delle quote gratuite è tra i temi più divisivi.

A conti fatti, i nodi da sciogliere sono gli stessi dossier che hanno creato fratture nella maggioranza dell’Europarlamento. Votato sugli standard di emissione della CO2 già l’8 giugno a Strasburgo, nella “miniplenaria” del 22 e 23 giugno a Bruxelles gli eurodeputati hanno superato lo stallo sul pacchetto Ets. Nella versione dell’Eurocamera, il mercato della CO2 deve richiedere a industria e settore energetico uno sforzo maggiore (-63% riduzione di emissioni dal 2005 al 2030) rispetto a quanto chiesto dalla Commissione. Ma l’inizio deve essere più graduale, a causa dello scenario di guerra, per accelerare nella fase finale, nel 2029-30. Il sistema sarà esteso al trasporto marittimo e agli impianti di incenerimento e termovalorizzazione dei rifiuti urbani.

Il controverso Ets 2, che coprirà trasporto su gomma ed edifici, si deve fare. Ma va limitato alle attività commerciali, escludendo gli edifici residenziali e i trasporti privati, per evitare che i cittadini debbano sostenere costi aggiuntivi alla pompa del carburante o nella bolletta del riscaldamento. Il Fondo sociale per il clima approvato dalla plenaria dovrebbe essere di 16,4 miliardi di euro dal 2024 al 2027. La Commissione europea indicava 72 miliardi dal 2025 al 2032.

Ha tenuto l'accordo di maggioranza Ppe-S&D-Renew che fissa nel 2027-2032 il periodo di eliminazione graduale delle quote di emissioni gratuite e la corrispondente entrata in vigore del meccanismo per imporre il prezzo della CO2 Ue ad alcuni prodotti importati, provenienti da Paesi con standard climatici più bassi. La maggioranza si è allargata ai Verdi, che hanno appoggiato il compromesso per rafforzare la posizione dell'Europarlamento in vista dei negoziati con il Consiglio.

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