Ue, riforme Giustizia in Polonia mettono a rischio indipendenza giudici

'Polonia rispetti decisione Corte Ue o ci saranno multe'

Redazione ANSA

BRUXELLES - "Le riforme del sistema giudiziario polacco, compresi i nuovi sviluppi, continuano ad essere fonte di serie preoccupazioni". Lo scrive la Commissione europea sullo stato di diritto nella sua pagella per Varsavia. "Le riforme attuate dal 2015 hanno aumentato l'influenza dei poteri esecutivo e legislativo sul sistema giudiziario a scapito dell'indipendenza giudiziaria ed ha portato la Commissione ad avviare la procedura di cui all'articolo 7, ancora in corso", si legge.

"La Polonia rispetti le decisioni della Corte di giustizia dell'Ue o dovrà affrontare sanzioni finanziarie". Lo ha detto la vicepresidente della Commissione europea, Vera Jurova, presentando le decisioni adottate oggi dal collegio dei commissari. "L'Europa non è un menu alla carta dove gli Stati membri scelgono quello che vogliono" rigettando il resto."Le decisioni della Corte di giustizia Ue devono essere rispettate", ha insistito la vicepresidente della Commissione europea. Jurova ha inoltre spiegato che l'analisi in corso dei piani per il Recovery sono "un processo parallelo" che riguarda principalmente il controllo della gestione dei fondi, affinché tutto si svolga in modo "sano".

"Oggi ho firmato la lettera alle autorità polacche per dire loro che se non rispetteranno ed applicheranno le" due "decisioni della Corte di giustizia europea" sulla riforma della giustizia e sulle misure transitorie che riguardano la camera disciplinare della Corte suprema, entro il 16 agosto, "ci rivolgeremo alla Corte Ue per chiedere sanzioni economiche" contro Varsavia, ha spiegato il commissario europeo alla Giustizia Ue, Didier Reynders.

Il commissario ha insistito sulla necessità della primazia del diritto europeo sulle leggi nazionali, perché ha detto: "l'Ue "è una comunità basata sulla legge che deve avere la stessa applicazione nei 27". Nella relazione sullo stato di diritto - presentata oggi c'è una parte dedicata alla "protezione della primazia della legge Ue", che in caso di mancato rispetto può portare a sanzioni.

Nella relazione sullo stato di diritto "abbiamo cercato di vedere come ogni Stato membro ha risposto, sulla parte che riguarda la Giustizia, alle raccomandazioni per Paese del semestre europeo. E questo è parte della discussione sui piani" per usufruire dei fondi del Recovery. E "la relazione sullo stato di diritto pubblicata oggi sarà sicuramente presa come una delle fonti principali per la possibile applicazione del nuovo meccanismo sulla condizionalità" sui fondi del bilancio Ue. Lo ha spiegato il commissario Ue, Didier Reynders, ad una domanda.

Nella valutazione saranno prese in considerazione anche le decisioni della Corte Ue, le relazioni dell'Ufficio antifrode europeo (Olaf), e organismi del Consiglio d'Europa, come il Greco. Ma di questa analisi, al rientro dalla pausa estiva, si occuperà il commissario Ue al Bilancio, Johannes Hahn. Inoltre, ha spiegato, occorre ricordare che ci sono Paesi che non vogliono far parte della Procura europea (Eppo), come Polonia e Ungheria, "anche questa un'indicazione su come proteggere il Bilancio europeo".

"Oggi abbiamo inviato una lettera alla Polonia, chiedendo di spiegare come applicherà le misure ad interim e la decisione recente della Corte di giustizia europea per salvaguardare l'indipendenza giudiziaria. La Commissione Ue non esiterà a fare uso dei suoi poteri". Così la presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, su Twitter. 

"La Polonia, come altri Paesi della Ue, sottolinea la necessità di rispettare le disposizioni dei trattati dell'Ue, che definiscono esplicitamente quali competenze sono delegate all'Unione e quali restano di competenza esclusiva dei Paesi". Così il portavoce del governo di Varsavia, Piotr Muller, su Twitter, spiegando che "l'Esecutivo analizzerà i documenti presentati dalla Commissione europea". 

 

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