Borrell, sul tavolo sanzioni contro Mosca su diritti umani

'Spetta a Stati decidere i prossimi passi'

Redazione ANSA

ROMA - Al rientro della sua visita in Russia, l'Alto rappresentante Ue per la politica estera dell'Ue Josep Borrell ha annunciato che discuterà con i ministri degli Esteri delle relazioni con Mosca e di possibili sanzioni per le violazioni dei diritti umani. "Come sempre, spetterà agli Stati membri decidere i prossimi passi, e sì, questi potrebbero includere sanzioni", scrive Borrell in una nota, ricordando che i 27 hanno a disposizione anche "un altro strumento in tal senso, grazie al regime di sanzioni per i diritti umani recentemente approvato".

"La mia visita a Mosca ha evidenziato che la Russia non vuole cogliere l'opportunità di avere un dialogo più costruttivo con l'Ue. Questo è deplorevole e dovremo trarne le conseguenze". Così si era espresso su Twitter Borrell, dopo la visita in Russia durante la quale Mosca ha espulso dei diplomatici europei. 

"A volte, la discussione con la mia controparte russa", il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov, "ha raggiunto alti livelli di tensione, poiché ho chiesto il rilascio immediato e incondizionato di Navalny, nonché un'indagine completa e imparziale sul suo tentativo di assassinio", aveva aggiunto Borrell in una nota. "Purtroppo, proprio alla fine del nostro incontro, abbiamo appreso attraverso i social media, dell'espulsione di tre diplomatici dell'Ue con accuse infondate. Ho chiesto al ministro Lavrov di revocare questa decisione, ma inutilmente", prosegue l'Alto rappresentante, aggiungendo di non aver potuto incontrare l'oppositore russo in carcere perché "sotto processo durante la mia visita".

"Sono tornato a Bruxelles con profonde preoccupazioni per le prospettive di sviluppo della società russa e per le scelte geostrategiche della Russia. Il mio incontro con il ministro Lavrov e i messaggi inviati dalle autorità russe durante questa visita hanno confermato che l'Europa e la Russia si stanno allontanando. Sembra che la Russia si stia progressivamente scollegando dall'Europa e consideri i valori democratici come una minaccia esistenziale"

La Russia "è stata e resta interessata a restaurare i rapporti tra Mosca e Bruxelles" ma è contraria "a reciproche interferenze e al ricorso a doppi standard" e su questo sarà "molto decisa": è la replica del portavoce di Putin, Dmitri Peskov alle dichiarazioni dell'Alto Rappresentante Ue. Lo riporta l'agenzia Interfax. "La Russia - ha detto Peskov - è stata e rimane interessata a restaurare le relazioni tra Mosca e Bruxelles. Non siamo stati noi ad avviare la riduzione di queste relazioni. Partiamo dalla necessità di tenere conto degli interessi reciproci per mantenere i rapporti. Siamo categoricamente contrari alle interferenze reciproche e all'uso di doppi standard. In questo saremo molto risoluti e nessuno dovrebbe avere dubbi al riguardo". 

La decisione del Cremlino di espellere alcuni diplomatici europei accusati di aver partecipato alle proteste contro la carcerazione dell'oppositore Alexey Navalny dimostra che la Russia non accetta interferenze: ha proseguito Peskov. "L'espulsione dei diplomatici è stata provocata dalle azioni che alcune missioni straniere a Mosca hanno adottato durante i disordini illegali", ha detto Peskov riferendosi alle proteste, per lo più pacifiche, a favore di Navalny. "La parte russa ha dimostrato chiaramente che ciò non sarà tollerato", ha concluso il portavoce del Cremlino.

La missione diplomatica dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell a Mosca piomba all'attenzione del Parlamento europeo in vista dell'audizione dello spagnolo alla plenaria nella giornata di domani. L'eurodeputato del Ppe Riho Terras, ha scritto a titolo personale una lettera alla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, in cui le chiede di "intervenire qualora Borrell non si dimetta di propria iniziativa", a seguito del recente viaggio in Russia. La lettera - secondo quanto si apprende a Bruxelles - viene siglata in queste ore anche da altri eurodeputati e non sarebbe stata ancora spedita.

"Siamo estremamente preoccupati per gli sviluppi umilianti della visita di Borrell a Mosca che ha gravemente danneggiato la reputazione dell'Unione europea", si legge nella missiva dove si sottolinea inoltre che lo spagnolo si è recato a Mosca "di sua propria iniziativa" malgrado "i crimini commessi da Putin contro gli oppositori politici". La missiva prosegue affermando che "invece di condannare fermamente l'arresto di Navalny e visitarlo in prigione, Borrell ha falsamente affermato che non si è parlato di sanzioni dell'Ue a causa della prigionia di Navalny" ma "questa affermazione non era corretta, poiché diversi Stati membri, ai massimi livelli, hanno chiesto sanzioni".

D'altro canto, von der Leyen, ha espresso "il suo sostegno all'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, per il suo viaggio in Russia", che "era estremamente delicato. Lo sapevamo prima che partisse". Così il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer, ad una domanda. "Il viaggio" dell'Alto rappresentante Ue "era necessario. E' stato un incontro difficile, ma non per questo non si doveva fare. Dovevamo avere un dialogo franco con le autorità russe, toccando molti punti sulle nostre relazioni, che in questo momento sono estremamente complicate", ha insistito il portavoce, sollecitato dai giornalisti.

"Un viaggio non è un successo o una sconfitta semplicemente sulla base di quanto è accaduto in una delle sue parti, ma per l'insieme dei contatti avuti durante la visita", ha commentato Mamer. Il portavoce del Servizio europeo per l'azione esterna, Peter Stano, ha evidenziato come durante i colloqui si siano raggiunti dei "momenti di tensione", anche "feroci" sottolineando che l'Alto rappresentante "ha portato tutti i messaggi dell'Unione".

"La reazione della Russia" dimostrata in vari modi durante la visita, dalla conferenza stampa all'espulsione dei diplomatici, "punta in una direzione conflittuale. Tutto questo ora sarà valutato al Consiglio Esteri Ue del 22 febbraio e al vertice dei leader di marzo, per vedere quali conseguenze si vogliono trarre - ha affermato Stano -. Borrell non ha rimpianti di essere andato a Mosca. E' un diplomatico, e la diplomazia significa impegnarsi anche quando non è piacevole, anche quando i partner sono difficili. Significa anche avere il coraggio di impegnarsi andando nel loro territorio".

Quanto all'espulsione dei tre diplomatici, Borrell "ne ha avuto notizia dagli Stati membri mentre era nei colloqui, ed ha condannato il gesto rigettando le giustificazioni delle autorità russe. Quindi ha reagito in tempo reale, dando immediatamente il punto di vista dell'Unione". Borrell presenterà una relazione sul suo viaggio a Mosca al collegio dei commissari di domani, alla plenaria del Parlamento europeo, e al Consiglio Esteri il 22 febbraio, e in quelle sedi si discuteranno le implicazioni e le conseguenze.

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