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Ue:porta Londra davanti a Corte,welfare discrimina stranieri

Non garantiti a cittadini europei stessi diritti dei britannici

30 maggio, 16:13
(ANSA) - BRUXELLES, 30 MAG - La Commissione Ue ha deciso di portare la Gran Bretagna davanti alla Corte di giustizia europea per applicare un sistema sociale ''discriminatorio'' nei confronti dei cittadini Ue non britannici residenti sul suo territorio, privandoli di una serie di benefici a cui avrebbero invece diritto in base alle norme Ue. Londra, che ha da tempo intrapreso una 'guerra' contro quello che ha definito 'turismo del welfare', non ha, secondo i calcoli di Bruxelles, dato i benefici sociali a 28mila persone tra il 2009 e il 2011.

Dopo diversi contatti con le autorita' britanniche e numerose denunce di cittadini europei per il trattamento discriminatorio ricevuto, Bruxelles ha concluso che Londra viola il principio Ue della 'residenza abituale', riconfermato all'unanimita' nel 2009 da tutti gli stati membri. Londra ha infatti deciso di imporre in modo unilaterale criteri aggiuntivi che vanno sotto il nome di 'diritto di residenza' che di fatto i britannici rispettano per il solo fatto di avere il passaporto britannico. ''Questo significa che la Gran Bretagna discrimina ingiustamente i cittadini di altri stati membri'', sottolinea la Commissione, e ''contravviene alle regole Ue sul coordinamento dei sistemi sociali che vietano discriminazioni dirette e indirette nel campo dell'accesso ai benefici della sicurezza sociale''. I benefici in questione, negati agli stranieri dei 26 che risiedono abitualmente su suolo britannico, non sono di poco conto, in quanto includono gli assegni e le agevolazioni sociali per i figli, i sussidi di disoccupazione, i crediti di pensione e le allocazioni complementari di sostegno all'impiego. Questo vuol dire, per esempio, che un'italiana che ha lavorato e vissuto due anni a Londra pagando tutti i contributi sociali previsti allo stato inglese, ne' riceve l'assegno per i figli ne', una volta perso il lavoro, ha diritto all'assegno di disoccupazione. A differenza di un cittadino britannico residente in un altro paese Ue, che invece gode di tutti i vantaggi sociali previsti dai sistemi di welfare nazionali dei 26.(ANSA).


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