Lavoro: quando include i deboli ed esclude le mafie

Da vigne a pizzerie, storie aiuti Chiesa a giovani imprenditori

Redazione ANSA CAGLIARI

(ANSA) - CAGLIARI, 28 OTT - Le olive prodotte sul terreno tolto alla mafia, il bar della stazione che diventa luogo di incontro là dove c'era solo degrado, la distilleria in Campania dove in azienda si sta come in famiglia, la filiera del pane dalla semina ai forni sostenuta dai prestiti della Caritas, le cooperative che danno lavoro a ragazzi più fragili, disabili, immigrati, giovani usciti dalle dipendenze. Sono solo alcune delle oltre quattrocento "buone pratiche" presentate alla Settimana Sociale di Cagliari. C'è un lavoro "buono" che funziona e dà prospettive ai giovani. Piccole esperienze disseminate sul territorio che possono fare da apripista - è l'opinione della Chiesa italiana - per un nuovo modo di concepire l'occupazione. - A CAGLIARI LA FILIERA DEL PANE. "Di grano, di pane e di lavoro" è il progetto promosso dalle Caritas di Cagliari e Ozieri che produce pane di qualità, occupandosi di tutta la filiera, dalla semina alla vendita. Il piano è appena partito è si punta per il 2018 ad un giro di affari di 180mila euro con la creazione di almeno 5 posti di lavoro. "Ma è possibile inserirsi in questo circuito virtuoso con le proprie competenze", spiega Filippo Maselli, responsabile nella Caritas diocesana del "Prestito della speranza", che sostiene giovani che vogliono fare impresa. - CERIGNOLA, "QUI LA MAFIA HA PERSO".
    E' questa la scritta su un muretto nel terreno che sintetizza il progetto di "Pietra di scarto", una cooperativa di Cerignola (Foggia) che lavora terreni confiscati alla criminalità organizzata. Sui 3 ettari confiscati ad un affiliato di uno dei clan foggiani di riferimento negli anni '80, la cooperativa produce olive "Bella di Cerignola", che vengono rigorosamente raccolte a mano. No al caporalato e no allo sfruttamento di manodopera straniera: questo l'obiettivo principale che accompagna una esperienza che valorizza allo stesso tempo il 'made in Italy' agroalimentare. Dal 2010 i ragazzi organizzano, insieme ad altre realtà del territorio, campi di Libera e iniziative di antimafia sociale. - LA VIGNA DEL VESCOVO. Un terreno messo a disposizione dalla Chiesa di Reggio Calabria ai giovani disposti a mettersi in gioco per creare una attività imprenditoriale. E' nata così nel 2016 la Cooperativa Agricola Cinque Talenti. Si coltivano viti tenendo contro del rispetto dei diritti dei lavoratori in una terra dove invece comandano troppo spesso le regole del caporalato e dello sfruttamento. Ora il sogno dei giovani è di affiancare alla vigna una cantina sociale. - IL BAR DELLA STAZIONE A MONDOVI'. Un posto di degrado che si trasforma in luogo di incontro: nella stazione di Mondovì (Cuneo) nasce il "Caffè sociale". A lavorare al progetto sono persone che difficilmente potrebbero trovare lavoro da un'altra parte; tra loro anche diversi giovani migranti. Niente macchinette per il gioco d'azzardo né sigarette; verranno invece serviti prodotti biologici grazie all'orto connesso al posto di ristorazione. "Imparare a vivere insieme tra persone di culture diverse è la scommessa della nostra generazione. Se non ci riusciremo il mondo sarà un inferno, sarà bruttissimo", dicono i giovani che hanno scommesso su questo progetto. L'apertura del "Caffè sociale" è prevista tra fine 2017 e inizi 2018. (ANSA).
   

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