Falcone: il Consiglio di Stato incontra gli studenti

Al centro lotta a mafia e violenza con iniziative dei giovani

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 23 MAG - A 25 anni dalla strage di Capaci e per ricordare Falcone e Borsellino, il Consiglio di Stato ha organizzato un incontro con un folto gruppo di studenti e con i loro insegnanti che è stato un vero e proprio confronto sulla legalità e sul "Rispetto della regole come fondamento del vivere civile", come recita il titolo dell'iniziativa. I veri protagonisti sono stati proprio i giovani, che hanno presentato anche dei progetti realizzati non solo sul tema della mafia, ma anche sulle forme di violenza che segnano il nostro tempo, come quella contro le donne. Chi attraverso video e musica, chi con una storia a fumetti, chi con la stesura di un proprio 'manifesto', gli studenti, provenienti da diversi istituti, hanno messo a fuoco temi legati alla mafia, alla vita nei luoghi dove la criminalità organizzata è più presente, ma anche ad altri aspetti che segnano il nostro tempo, come quello della violenza sulle donne. Tra i presenti, anche molti ragazzi dell'istituto Vaccari di Roma, giovani con disabilità che hanno offerto una testimonianza importante, soffermandosi sul valore dell'art. 3 della Costituzione, secondo cui tutti siamo uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione. L'incontro è stato organizzato a Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato a Roma. Molti i giudici presenti, a cominciare dal presidente Alessandro Pajno e dal presidente aggiunto Filippo Patroni Griffi. Una riflessione sul ruolo della giustizia amministrativa per la legalità e la tutela dei diritti l'ha offerta Umberto Fantigrossi, presidente Unione nazionale avvocati Amministrativisti, che ha letto una lettera idealmente diretta alla figlia, ma in realtà a tutti i giovani presenti, nella quale spiega che uno Stato che rispetta la legalità, è quello in cui esiste la giustizia amministrativa, cioè uno Stato in cui "le Autorità accettano e praticano un sistema che mette in discussione le loro decisioni e le sottopone ad un controllo del rispetto della legge e dei canoni della giustizia sostanziale".
   

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