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Kosovo, con divieto a dinaro cresce il malcontento dei serbi

Kosovo, con divieto a dinaro cresce il malcontento dei serbi

Lunghe file a poste e banche

BELGRADO, 22 febbraio 2024, 14:52

Redazione ANSA

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© ANSA/EPA

In Kosovo cresce il malcontento della locale popolazione serba, sempre più in difficoltà nell'ottenere pagamenti in dinari dopo la decisione di Pristina di dichiarare l'euro dal primo febbraio scorso unica valuta per operazioni e pagamenti in contanti. Una misura questa che mette al bando il dinaro serbo, in circolazione nelle zone del Kosovo abitate da serbi, che ottengono regolarmente dall'amministrazione serba a Belgrado i pagamenti di salari, pensioni, sussidi vari, tutti in dinari serbi.
    L'euro è in circolazione in Kosovo per convenzione dal 2002.
    Da giorni si registrano file di serbi agli sportelli di banche e uffici postali, nel tentativo di ottenere i pagamenti in dinari, che vengono tuttavia negati. Le autorità kosovare hanno concesso un periodo transitorio di tre mesi al massimo per consentire di informare al meglio la popolazione serba sulle nuove misure, ma alla frontiera vengono bloccati i veicoli che trasportano in Kosovo dinari in contanti destinati ai pagamenti ai serbi. La valuta serba si fa sempre più rarefatta e tanti serbi si lamentano per le crescenti difficoltà nella vita quotidiana. In molti dichiarano di essere costretti a varcare la frontiera e recarsi in località del sud della Serbia per procurarsi i dinari. Una situazione suscettibile di far crescere la tensione interetnica con possibili nuove proteste di piazza. Ne sono consapevoli i rappresentanti delle istituzioni internazionali, che moltiplicano incontri e appelli alla calma, mentre Belgrado continua a criticare la messa al bando del dinaro e a lanciare strali contro la dirigenza di Pristina. Il comandante della Forza Nato in Kosovo (Kfor), il generale turco Ozkan Ulutash, ha incontrato nelle ultime ore gli ambasciatori dei Paesi Ue a Pristina e il capo della missione europea Eulex, il generale italiano Giovanni Pietro Barbano, per un esame della delicata situazione. E' stato ribadito l'impegno di tutte le istanze internazionali presenti in Kosovo a lavorare per favorire della sicurezza e della stabilità nell'intera regione
   

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