Capitali Ue, per industria taglio CO2 del 61% e Cbam in 10 anni

I ministri approvano la linea della Commissione europea

Redazione ANSA

Una riforma dell’Ets che conferma negli elementi principali quella della Commissione europea, inclusa la durata decennale della fase di eliminazione delle quote gratuite e la corrispondente entrata a regime del prezzo della CO2 sui prodotti importati (Cbam). E’ l’orientamento comune sul mercato della CO2 scaturito dal Consiglio Ambiente Ue. Va ricordato che i ministri dell’Economia avevano raggiunto un orientamento generale comune sul Cbam già a marzo, lasciando a quelli dell’Ambiente la questione della durata della transizione.

I ministri hanno confermato il livello di ambizione al 2030 (61% riduzione delle emissioni rispetto al 2005) per i settori coperti dal sistema e il periodo di transizione 2026-2035 per il Cbam. L’Europarlamento chiede il 63% e il 2027-2032. I ministri hanno però rafforzato alcune disposizioni del Fondo Ets per l'innovazione, introducendo criteri di equilibrio geografico per la selezione dei progetti da finanziare, che si aggiungono a quelli dell’eccellenza. Particolare attenzione dovrà essere data ai progetti per la decarbonizzazione del settore marittimo, visto che le emissioni del trasporto marittimo saranno incluse nell’Ets.

Il Consiglio Ue ha anche approvato la proposta di rafforzare la riserva stabilizzatrice del mercato prolungando, oltre il 2023, l'aumento del tasso annuo di assunzione di quote (24%) e fissando una soglia di 400 milioni di quote oltre la quale quelle iscritte nella riserva non erano più valido. 

I ministri chiedono infine di eliminare gradualmente le quote di emissione gratuite di cui gode il settore dell’aviazione entro il 2027 e danno il via libera all’allineamento Ue al sistema globale di compensazione e riduzione delle emissioni di carbonio per l'aviazione internazionale (CORSIA). Secondo i Ventisette, l’Ets dovrebbe applicarsi ai voli intraeuropei (inclusi Regno Unito e Svizzera) e il CORSIA agli operatori dell'Ue per i voli extraeuropei da e verso i paesi terzi. Anche questo punto del regolamento potrebbe creare attrito con gli europarlamentari, che invece vogliono includere nell'Ets tutti i voli che partono da scali europei. 

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