Da Governi no all'aumento dei target su rinnovabili ed efficienza

Ma sì a misure per accelerare permessi eolico-fotovoltaico

Redazione ANSA

Subito misure per accelerare i permessi ma nessun aumento al 45% del target rinnovabili. E’ la posizione del Consiglio dei ministri dell’Energia dell’Ue sulla nuova direttiva per le energie “pulite”. Contestualmente, i ministri hanno adottato anche i loro orientamenti sulla nuova direttiva efficienza. I due testi legislativi fanno parte del pacchetto “Fit for 55”. La commissione Industria dell’Europarlamento voterà sui due dossier il 13 luglio, per adottare la propria posizione in plenaria a settembre. Il negoziato tra le istituzioni Ue comincerà quindi dopo l’estate.

Diversamente dai ministri, gli eurodeputati probabilmente asseconderanno la richiesta fatta dalla Commissione europea nel RePower EU: misure per accelerare i permessi, ma anche aumento dei target 2030 per le rinnovabili (dal 40 al 45%) e per l'efficienza (dal 9 al 13% rispetto al 2020). 

I ministri hanno deciso di integrare le misure per permessi più veloci per l'installazione e il rinnovo degli impianti di rinnovabili, ma per il resto si sono allineati in massima parte alla proposta della Commissione del luglio 2021, con l'obiettivo vincolante a livello di UE del 40% di energia da fonti rinnovabili nel mix energetico complessivo entro il 2030.

Per quanto riguarda gli obiettivi per settori, novità della legislazione, i ministri hanno introdotto un target di riduzione del 13% dell'intensità dei gas serra nei trasporti entro il 2030, con diverse opzioni per gli Stati, come la possibilità di fissare un obiettivo differenziato per il trasporto marittimo purché l'obiettivo generale sia raggiunto. Oppure, in alternativa, l'opzione di un obiettivo vincolante di almeno il 29% di energia rinnovabile nel consumo finale di energia nel settore dei trasporti entro il 2030.

Anche sull’efficienza, il Consiglio non segue il piano RePower. Secondo i ministri il consumo di energia a livello Ue sarà ridotto del 36 % per il consumo finale di energia e del 39% per il consumo di energia primaria entro il 2030. Dei due, solo l'obiettivo del 36% sarebbe vincolante. I due target corrispondono a un obiettivo di riduzione del 9% rispetto al 2020.

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