La Commissione verso target rinnovabili ed efficienza più alti

Le bozze: finanziamenti da modifica ai piani nazionali di rilancio

Redazione ANSA

La Commissione inviterà gli Stati e l’Europarlamento a considerare target rinnovabili ed efficienza più alti al 2030 per ridurre la dipendenza dalle forniture di gas dalla Russia. Rinnovabili al 45% del mix energetico invece del 40% e risparmi per il 13% invece del 9% (rispetto al 2021) sono le cifre in parentesi quadre attualmente nelle bozze del pacchetto REPowerEU che circolano a Bruxelles. Il pacchetto dovrebbe essere composto da documenti strategici (Comunicazioni) e proposte legislative. Tra i papers attesi, anche un’analisi di impatto per indicare la fattibilità dei nuovi target nel nuovo scenario.

Anche se le cose possono ancora cambiare prima dell’adozione del pacchetto, attesa mercoledì, nel documento principale ci si aspetta che la Commissione proponga di anticipare una serie di scadenze in materia di energia ed efficienza finanziandole con la modifica dei Piani nazionali per il rilancio dell’economia e, per la decarbonizzazione dei settori industriali, con l’anticipo di 20 miliardi del fondo per l’innovazione Ets. Anche se fosse confermato il "frontloading", il fondo - per sua natura - è dedicato a progetti a carattere dimostrativo e difficilmente potrà avere impatto immediato. Un'altra ipotesi per reperire risorse è di mettere all'asta più certificati Ets

Altri obiettivi a breve termine sono: l’interconnessione completa delle reti gas ed elettricità al 2027, la fine dei sussidi alle caldaie a gas al 2025 (invece del 2027), requisiti più stringenti per l’efficienza negli edifici nuovi e in quelli in ristrutturazione. Sono attese proposte di regolamento che confermano le anticipazioni sulle rinnovabili considerate di “prevalente interesse pubblico” per accelerare la concessione dei permessi.

Nella Comunicazione che riguarda gli interventi a breve termine sul mercato dell'energia e a lungo termine sulla configurazione del mercato dell’elettricità, si parla di razionamenti coordinato in caso di interruzioni delle forniture di gas dalla Russia. Circostanza in cui potrebbero essere adottate misure come un tetto al prezzo del gas. Nel lungo periodo il documento dovrebbe dare indicazioni basate in larga parte sui suggerimenti del rapporto Acer di qualche settimana fa.

Il piano conterrà dettagli sugli acquisti congiunti di gas. Dopo la prima riunione della nascente piattaforma Ue e un incontro di livello ministeriale a Sofia (la Bulgaria si candida a hub per l'Ue centro-orientale) le difficoltà di promuovere il coordinamento in questo settore sono tangibili. Dall’aggregazione della domanda (quali Stati sono interessati) alla formula legale per la firma dei contratti, sono emersi molti ostacoli per costruire un approccio comune. La Commissione si aspetta un ruolo più attivo da parte di Stati come l’Italia, che hanno sostenuto fortemente la proposta per poi cercare in autonomia nuove fonti di approvvigionamento.

Una parte del pacchetto, infine, prevede l'avvio di partnership con i Paesi del Medio Oriente per sviluppare l'industria delle rinnovabili e dell'idrogeno in Paesi come Qatar e Egitto. In particolare, il Mediterraneo è indicato come l'area di sviluppo di energia pulita e di nuove connessioni basate sulle reti elettriche e gasdotti capaci di trasportare gas a basse emissioni tra la sponda sud e nord.

Per quanto riguarda i target, come accaduto con la riforma della Politica agricola comune, varata prima del Green Deal e approdata alla sua versione finale nel 2021, la Commissione von der Leyen dovrebbe chiedere ai co-legislatori correttivi “in corsa”, nello svolgimento del negoziato sui testi legislativi su rinnovabili ed efficienza. “Penso che nell'Europarlamento ci sia la maggioranza per il 45%, non cambiando la definizione di energia rinnovabile”, ha detto all’ANSA il presidente della commissione Ambiente dell’Eurocamera Pascal Canfin. Più complicata la situazione in Consiglio, dove gli Stati sono divisi in tre fazioni: gli ambiziosi, i sostenitori delle proposte originali della Commissione e chi le vorrebbe ridimensionare. Ma visti i molti pacchetti legislativi in via di definizione, da quelli del pacchetto clima di luglio ai nuovi requisiti per gli stoccaggi del gas, gli equilibri tra Paesi potrebbero cambiare.

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