Acer: il mercato elettrico Ue funziona, accelerare l'integrazione

Per gli enti regolatori Ue il tetto ai prezzi peggiorerebbe le cose

Redazione ANSA

Il mercato elettrico Ue in generale funziona bene e va mantenuto nella sua configurazione attuale, anche se aggiornato al nuovo scenario. Sono le conclusioni dell'Acer (Agenzia dell'Ue per la cooperazione tra i regolatori dell'energia) nella sua attesa pubblicazione sui vantaggi e i limiti dell'attuale assetto regolamentare del mercato elettrico Ue. Che è difeso a spada tratta da Commissione europea, Germania e Stati del nord Europa, ma aspramente criticato dalla Francia e dagli Stati del Mediterraneo per il meccanismo che consente al gas di "fare il prezzo" di tutte le altre fonti energetiche. 

Il documento era stato chiesto all'Acer dalla Commissione europea proprio per prendere tempo e cercare di avvicinare le diverse posizioni sul tema, venute a galla nel Consiglio Ue di ottobre con due documenti opposti. La versione finale dell'analisi di Acer non fa che confermare gli orientamenti di quella preliminare, discussa dai ministri Ue proprio a ottobre. In sintesi: l'attuale configurazione del mercato porta benefici per 34 miliardi l'anno, non è responsabile dell'attuale crisi, anzi ne ha attenuato l'impatto. Anche in un contesto di crisi, un intervento generalizzato sul mercato, per esempio con l'imposizione di un tetto ai prezzi, rischia di peggiorare le cose.

Se l'impianto del mercato va mantenuto, sostiene Acer, il nuovo scenario geopolitico richiede un aggiornamento. Più precisamente, un'accelerazione nell'integrazione del mercato. L'Acer propone 13 misure, che vanno in direzione di una maggiore elettrificazione del mix energetico europeo e di una riduzione della dipendenza dai fornitori esterni a fronte di una maggiore interdependenza tra gli Stati Ue. 

Acer indica che è necessario accelerare l'integrazione del mercato, incentivare la diversificazione delle fonti e la flessibilità degli operatori di rete, per affrontare uno scenario futuro la cui costante sarà la volatilità dei prezzi. Incentivi dovrebbero andare anche ai "fornitori di flessibilità a lungo termine", una funzione svolta oggi principalmente dal gas.

Le politiche di investimento andrebbero inoltre adattate al ciclo delle rinnovabili, che hanno costi iniziali più alti e costi di gestione più bassi rispetto alle fonti tradizionali. Acer porpone anche dei meccanismi di "assicurazione" contro possibili periodi futuri di prezzi elevati dell'energia.

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