Pe, la patente green per gas e nucleare divide i Gruppi politici

Primo dibattito a commissioni congiunte, pesano le logiche nazionali

Redazione ANSA

Buona parte dei Socialisti, tutti i Verdi e la Sinistra per il rigetto, una buona fetta dei Popolari che potrebbe seguirli, Renew divisa. L’atto delegato che include nella tassonomia degli investimenti verdi Ue la produzione di energia da gas e da fissione dell’atomo sbriciola la maggioranza politica che ha sostenuto Ursula von der Leyen e potrebbe passare solo con i voti dell’Ecr e da parti di ID. E' quanto si è visto durante il primo dibattito nell'Europarlamento circa il futuro del provvedimento, con gli eurodeputati a incalzare con la Commissaria competente Mairead McGuinness. Le critiche dei parlamentari hanno superato gli apprezzamenti. Ma l’impressione è che, nella scontata eventualità della presentazione di una mozione di rigetto a Strasburgo, le logiche nazionali prevarranno sulle famiglie politiche.

“La grande compattezza dimostrata dalle varie forze politiche in occasione della riunione congiunta delle commissioni Ambiente ed Economia per discutere in presenza della Commissaria McGuinness dell’atto delegato sulla tassonomia è un segnale incoraggiante" ha sintetizzato la deputata di Europa Verde Eleonora Evi che, come il resto del suo Gruppo, è per respingere l’atto delegato.

Critiche sono arrivate dal coordinatore ambiente del Gruppo Ppe Peter Liese (Germania) e dalla sua collega di partito, responsabile del passaggio parlamentare del provvedimento, Sirpa Pietikainen (Finlandia), che ha definito il provvedimento “un enorme errore storico”. “O ritirate subito l’atto delegato – ha avvertito il socialista spagnolo Cesar Buena rivolgendosi a McGuinness – o lo blocchiamo noi”.

Dentro Renew, i francesi che egemonizzano il Gruppo seguono la linea dettata da Macron che considera il testo un compromesso necessario per salvare l’industria nazionale del nucleare. Non mancano però i dissidenti di altre nazionalità, come lo slovacco Martin Hojsik, che ha sottolineato la dipendenza del suo paese dal combustibile nucleare made in Russia. Sostegno alla proposta della Commissione è arrivato dal polacco Boghan Rzonca (“le auguro il massimo successo”, ha detto alla Commissaria) e dal ceco Alexander Vondra, entrambi di Ecr.

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