Puigdemont e Comin entrano al Pe, 'battaglia prosegue'

Due leader indipendentisti catalani si accreditano a Eurocamera

Redazione ANSA

BRUXELLES - L'ex presidente catalano Carles Puigdemont e il suo ex ministro Toni Comin sono entrati al Parlamento europeo per ritirare il loro permesso quotidiano da europarlamentari e accreditarsi per prendere possesso dei loro seggi da gennaio 2020. I due, seguiti da decine di giornalisti, dopo aver varcato uno degli ingressi dell'Eurocamera a Bruxelles, si sono diretti verso gli uffici preposti. "E' finita l'odissea?", hanno chiesto i reporter: "No, la battaglia continua", ha risposto Puigdemont. "La giustizia europea è la vera garanzia per i cittadini". 

"Vorrei poter visitare di nuovo la Catalogna, molto presto, il prima possibile, e potete immaginare che uno dei miei primi desideri è vedere proprio la mia famiglia, mia madre specie dopo la morte di mio padre. Ma questo non significa che io vi possa tornare domani, vedremo", ha detto Carles Puigdemont conversando con i giornalisti al Parlamento europeo. "Penso di avere il diritto" a tornare, ha aggiunto l'ex presidente catalano in esilio in Belgio che ha poi parlato del caso di Oriol Junqueras che è "in carcere" e "non gode dei nostri stessi diritti. Lui è stato come sequestrato". Puigdemont ha poi puntato il dito contro la giustizia spagnola affermando che "in Spagna non c'è la separazione di poteri" e dunque "non c'è garanzia di potersi difendersi come invece abbiamo fatto noi qui in Belgio". 

"Spero proprio di esserci". Così Puigdemont ai giornalisti che gli chiedevano se già a metà gennaio potrà partecipare alla prima sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo dal 13 al 16 gennaio in qualità di europarlamentare. 

 

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