Il vino va nello spazio, i sommelier affidano le barbatelle all'Agenzia Spaziale Italiana

Con il progetto Fis in orbita Nebbiolo, Sangiovese e Aglianico

Redazione ANSA ROMA

Consegnate oggi a Roma dalla Fondazione italiana sommelier barbatelle di Nebbiolo, Sangiovese e Aglianico all'Agenzia spaziale Italiana (Asi) per avviare un progetto di sperimentazione in orbita, nella stazione spaziale internazionale. L'affidamento, fatto in maniera rappresentativa con barbatelle rappresentative del Nord, Centro e Sud del territorio italiano e con una cerimonia solenne presso il Rome Cavalieri, è avvenuto con lo svolgimento del Forum della cultura del vino.

L'incontro, giunto alla quindicesima edizione e dal titolo "Spazio infinito, eternità del vino", è stato dedicato al compianto giornalista, conduttore televisivo e politico italiano David Sassoli. I tempi sull'avvio del progetto di sperimentazione del vino in orbita non sono invece stati comunicati. Obiettivi dell'iniziativa - informa Asi - sono quelli legati al tema della nutrizione degli astronauti ma anche alla possibilità di produrre piante e cibo in assenza di gravità.

Nei mesi scorsi Asi, relativamente al tema agroalimentare, ha avviato, tra i diversi già in campo, il progetto "Evoo" con una selezione di quattro oli extravergini italiani che sono bonus food per gli astronauti e protagonisti di un esperimento sugli effetti della permanenza nello spazio.

"Il progetto di sperimentazione sul vino - ha commentato il presidente dell'agenzia spaziale italiana Giorgio Saccoccia - rientra nel filone della nutrizione degli astronauti, per la produzione di cibo e per l'ottenimento di risultati scientifici utili. Sarebbe bello bere una calice di vino nello spazio, prodotto in orbita".

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