Ismea, 1 azienda su 4 chiede assicurazioni semplificate

Per incrementare il ricorso alle assicurazioni agricole agevolate e meno burocrazia

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Più semplificazione e trasparenza dei contratti per incrementare il ricorso alle assicurazioni agricole agevolate e meno burocrazia. A dirlo è un'azienda agricola su quattro, secondo il Rapporto Ismea sulla gestione del rischio nella percezione delle grandi imprese, che ha individuato i punti di forza e debolezza dell'attuale sistema assicurativo e le strategie per favorirne una maggiore diffusione sul territorio. Secondo le aziende intervistate, occorre aggiustare il tiro a partire dalle franchigie, principale elemento di criticità e dalla revisione delle modalità di perizia, con un'adeguata quantificazione delle perdite economiche derivanti non solo dal calo di resa ma anche dal danno di qualità oggi limitata a poche colture. Per tre aziende su quattro, invece, la polizza non migliora il merito creditizio, visto che la concessione dei prestiti bancari si basa essenzialmente sulla richiesta di garanzie reali e fideiussorie. Se valutata in sede di istruttoria, tuttavia, la polizza assume un ruolo importante nella concessione del credito o nell'erogazione di un importo addirittura superiore a quello altrimenti ottenibile. In relazione agli strumenti innovativi, emerge una prevalente diffidenza verso le polizze parametriche, con il calcolo dell'indennizzo riferito ad un indice predeterminato, mentre la polizza ricavo a copertura anche del rischio prezzo, seppure ancora poco diffusa, mostra un elevato potenziale di sviluppo.

Ancora poco noti i fondi di mutualizzazione, 75% degli intervistati non sa di cosa si tratti, utili da chi li conosce se abbinati ad una polizza tradizionale. E' necessario poi semplificare l'attuale iter burocratico, per ridurre i tempi di erogazione dei contributi e gli adempimenti in capo agli agricoltori. Viene suggerita infine l'opportunità di ampliare il ventaglio delle avversità, includendo i danni da fauna selvatica e di rimodulare, a livello territoriale, le finestre temporali di copertura assicurativa, oggi "tarate" sulle specifiche esigenze delle regioni del Nord Italia. 

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