Morto chef:familiari e colleghi brindano 'A nostra stella'

Funerali a Roma. Beck: Non si stancava mai. Mamma: Non perdono

di Paola Mentuccia

(ANSA) - ROMA -

Una folla di persone ha accolto con un applauso il feretro di Alessandro Narducci nella parrocchia di Santa Maddalena di Canossa, in zona Ottavia a Roma. Dopo il saluto alla camera ardente, il ventinovenne chef stellato, che venerdì scorso ha perso la vita a bordo di uno scooter in un incidente stradale che ha coinvolto anche la giovane waitress chef de rang Giulia Puleio, ha ricevuto l'addio dei genitori, della fidanzata Deborah, di familiari e amici. Non potevano certo mancare, con le loro giacche bianche, i maestri, i colleghi, i collaboratori che hanno condiviso con Alessandro importanti esperienze professionali e di amicizia, primi fra tutti Heinz Beck, lo chef pluristellato al fianco del quale Alessandro aveva intrapreso il percorso di formazione culinaria, e Angelo Troiani, suo mentore e socio del ristorante Acquolina, a due passi da piazza del Popolo a Roma. Fiori, biglietti, foto, ceste con gli ingredienti della sua passione, la cucina, contornavano l'altare, avvolto da uno striscione che recitava una frase di Alessandro, per esprimere la sua positività e il dolore per questa drammatica perdita: "A ma'… - c'era scritto - ndo' sta er problema…". Fuori dalla chiesa, decine di bandierine della sua squadra del cuore, la Roma. "Sembra che una persona che muore non abbia più un'esistenza, che tutto sia cancellato, - ha detto il sacerdote che ha officiato la cerimonia durante l'omelia - in realtà non è così: ragionare in questo modo significa rimanere ai nostri schemi umani". "Guardiamo a tutto quello che ci ha lasciato Alessandro, - ha aggiunto - a tutte le sue opere compiute". "Ciao Alessandro, ho avuto la grazia, la gioia, l'onore, sì l'onore, oggi posso dirlo con fierezza ed orgoglio, di averti messo al mondo. Un figlio ed un uomo dal cuore grande, generoso, onesto, irrorato da altruismo, gioia di vivere ed ambizione": così ha voluto ricordarlo la mamma Alessandra, al termine della funzione religiosa. "Tu e la tua amica Giulia: due angeli in cielo 'a gratis', - ha detto con voce tremante - o come mi dicevi tu "ma', co' du' spicci'". "Chi si è permesso di togliermi e togliervi questa gioia", ha poi aggiunto premettendo di essere una mamma "ferita e arrabbiata", "non me ne voglia ma non avrà mai il mio perdono". "Una stella eri in terra e una stella sarai in cielo, - ha detto Maurizio Narducci, rivolgendosi a suo figlio Alessandro - ti chiedo allora di illuminare il percorso di vita futuro di mamma e papà". Al termine della celebrazione funebre, l'uscita dalla parrocchia del feretro di Alessandro è stata accompagnata da un applauso e dal volo di tanti palloncini bianchi, sui quali i genitori hanno voluto scrivere, per ciascuno, i nomi delle persone più care al ragazzo. Il papà di Alessandro ha stappato una bottiglia di champagne e la mamma lo ha versato nei bicchieri dei suoi amici e colleghi: "Alla nostra stella", così hanno brindato, alternando i sorrisi per il ricordo del loro caro alle lacrime per la disperazione di non averlo più vicino. "Non si stancava mai, - ha detto, commosso, Heinz Beck, fuori dalla chiesa - era gioioso, era una gran bella persona". Sul profilo Facebook di Alessandro Narducci si moltiplicano i messaggi di saluto. "Sono sicuro - si legge in un uno dei post - che lassù sarai il più grande chef tra gli angeli". (ANSA).

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