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Da Cibus 2021 un pass per la ripartenza dell'agroalimentare

In presenza a Parma dal 31 agosto al 3 settembre

Redazione ANSA ROMA

Rappresenta un pass per la ripartenza e per l'export dell'agroalimentare Made in Italy l'edizione di Cibus 2021, la prima grande fiera internazionale italiana che si terrà in presenza a Parma dal 31 agosto al 3 settembre, dopo essere stata cancellata lo scorso anno a causa dell'emergenza sanitaria. "Voglio pensare a Cibus come al momento simbolico della ripresa dell'industria alimentare italiana", ha detto il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio, presentando l'evento insieme al numero uno di Agenzia ICE Carlo Ferro e ai vertici di Fiere di Parma. Valutazione condivisa da Antonio Cellie, ceo del polo fieristico, secondo il quale "fare Cibus a settembre era una sfida ma anche un dovere e saremo i primi nello scenario europeo per offrire, insieme al Governo, un vantaggio competitivo ai nostri espositori". Secondo Ferro "il ritorno di Cibus in presenza testimonia il coraggio degli organizzatori, la tenacia delle imprese e il supporto del Sistema Paese, e sarà anche l'occasione per riaffermare la qualità e la salubrità della dieta mediterranea, combinata alla biodiversità del territorio, all'eccellenza della filiera e all'unicità dello stile di vita italiano". Sarà la prima edizione che Gino Gandolfi inaugurerà nelle vesti di presidente di Fiere di Parma, dove saranno in esposizione tutte le merceologie, dai salumi ai formaggi, dalla pasta al pomodoro, dall'olio ai prodotti da forno, dal beverage ai surgelati e ai prodotti local. Tra le novità l'area dedicata al canale dell'Horeca in collaborazione con Dolcitalia e un'altra alle birre artigianati con Unionbirrai e Birra Nostra. Assicurata la presenza di buyer italiani, europei e di operatori provenienti da Usa, America Latina, Asia, grazie anche al programma di incoming di ICE Agenzia. Verranno organizzati dei 'tour per visitare stabilimenti produttivi della food valley e punti vendita distributivi, come anche percorsi dedicati a produzioni tipiche alla scoperta dei nuovi trend dell'Authentic Italian.

Innovazione a tavola,da pasta al ginseng a patatine al pesto
Dagli spaghetti al ginseng, alla curcuma e alla spirulina, al ragù di ciliegino vegano, passando dallo yogurt d'avena e dalle patatine al pesto. Sono quasi 210 i nuovi prodotti in vetrina a Cibus 2021 che traineranno la ripresa dei consumi interni e dell'export internazionale. Una tavola improntata ad un'innovazione incentrata sul benessere e sul salutismo, due fattori che orientano sempre di più le scelte del mercato. E questo in tutti i comparti. Tra le paste in vetrina a Parma ci saranno sedanini con lenticchie rosse, fusilli, mezze penne rigate con piselli, tutti senza glutine e il couscous biologico alla barbabietola. Nel settore dei sughi, la salsa pronta con datterino bio pensata per bambini e i sughi pronti al tartufo in nove differenti gusti ad un prezzo conveniente. Tra i formaggi fette sottili di caciotta toscana, pecorino toscano dop, ma anche quello con pesto, pecorino con zafferano e con tartufo, tutto pronto al consumo in vaschette. Tra le carni primeggeranno il panino con prosciutto cotto e formaggio, la manzetta d'Abruzzo e il prosciutto cotto completamente tracciabile. E poi ancora in esposizione l'aceto derivato dalla birra artigianale, la cialda di caffè compostabile con incarto riciclabile nella raccolta della carta; la crema fredda caffè già pronta da servire senza miscelare; l'acqua minerale arricchita da collagene, zinco e acido ialuronico; le barrette di sesamo e miele bio; le insalate pronte in busta in bioplastica biodegradabile e compostabile da smaltire nell'umido di casa; la mela rosa in busta riciclabile; crema bio al cioccolato e nocciole; la frutta secca al tartufo; le patatine al pesto. Infine, tra i surgelati: la pinsa romana; la pizza alla napoletana, con impasto sottile al centro e croccante nel cornicione.

Federalimentare, a fine anno +3% produzione e +7% export
 "L'industria alimentare potrebbe chiudere il 2021 con una produzione in aumento del 3% e con esportazioni tra il +5% e il 7%". Lo ha detto il presidente di Federalimentare, Ivano Vacondio a margine della presentazione di Cibus 2021, secondo il quale "se la prima parte dell'anno non mostra grandi segnali di rilancio, lascia ben sperare la seconda metà con la ripresa dell'Horeca e il ritorno a pieno regime delle vendite all'estero". "Ci sono tutte le condizioni per fare un grandissimo recupero - ha detto Vacondio - l'unica minaccia che vediamo è legata ad una concorrenza da chi ha cavalcato l'etichettatura nutrizionale come elemento distorsivo e che mina la nostra dieta mediterranea. Ma devo dire che su questo fronte le istituzioni sono molto compatte, perché qui non è in gioco la lobby dell'industria alimentare ma la seconda manifattura del paese, con 'agroalimentare che fattura oltre 200 miliardi di euro". A soffrire in questo momento sono però i margini del comparto, ha fatto notare il presidente, e questo per due ragioni: "per la chiusura in tutto il mondo del canale dell'horeca dove abbiamo pagato un conto salatissimo e quindi delle esportazioni, ma anche per l'aumento folle delle materie prime; per i cereali, ad esempio, abbiamo il 30%- 40% in più nel giro di tre mesi. Si tratta di margini indispensabili per fare investimenti - ha concluso - e su questo fronte ci aspettano tempi durissimi. Penso solo ai costi della sostenibilità che dovremo sostenere".
Secondo i dati di Federalimentare, la produzione del primo trimestre ha segnato +1,8% sullo stesso periodo del 2020 che aveva registrato a sua volta +0,8%. Non è positivo, invece, il trend del fatturato con un calo tendenziale dello 0,7%; i prezzi alimentari alla produzione hanno segnato ad aprile un aumento dell'1,4%, mentre a maggio quelli al consumo hanno registrato un calo dello -0,7% sullo stesso mese 2020. Un fenomeno anomalo, segnala Federalimentare, in netto contrasto con l'accelerazione delle quotazioni di molte commodity agricole e con la spinta dell'inflazione di maggio di +1,3%, che sta riducendo i margini in molti comparti alimentari. Sul fronte delle vendite, il mercato interno segna un aumento del 3,7% nel trimestre, innescato dal taglio del "fuori casa" nei primi mesi dell'anno. Negativi, infine, i dati dell'export bimestrale, con un tendenziale -4,6% sullo stesso periodo 2020. "Un cedimento provvisorio", avverte Federalimentare, dovuto a problemi di logistica affiorati a inizio anno, che si confronta con l'aumento dell'8%-9% dei primi mesi 2020". Quanto alle prospettive dei prossimi mesi, i dati indicano un ritorno in positivo dei trend, anche grazie all'atteso rilancio della domanda Usa.

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