Speranza, verso un test per la predisposizione ereditaria ai tumori

Al via 'I giorni della ricerca' dell'Airc. Nel 2019 sono 3,5 milioni gli italiani con diagnosi di cancro

Redazione ANSA ROMA

"La predisposizione genetica a sviluppare un tumore non è entrata nel patrimonio conoscitivo della collettività che pur sapendo di essere ad alto rischio di ammalarsi, non fa una prevenzione adeguata: a breve partirà uno screening con un nuovo test genomico a basso costo per caratterizzare tutti i tumori e comprendere quali pazienti si siano ammalati a causa di una predisposizione ereditaria. Questo test permetterà di curare meglio i pazienti e di avviare piani di prevenzione mirata nei familiari a rischio". Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo alla presentazione de 'I giorni della ricerca' promossi dalla Fondazione Airc.

E' questo, ha spiegato il ministro, "uno di tre importanti progetti strategici che sono stati finanziati e partiranno il prossimo gennaio". E' "evidente - ha commentato - che l'oncologia personalizzata sta trasformando radicalmente l'approccio al paziente oncologico. Ogni paziente ha la 'sua malattia', diversa da quella di tutti gli altri. Le terapie sperimentali più adatte per ciascun paziente spesso non si trovano nell'ospedale in cui si viene curati e i pazienti si muovono cercando le migliori competenze per la loro specifica malattia". Secondo Speranza occorre però "evitare che lo facciano senza un indirizzo preciso e quindi bisogna fare rete tra le diverse strutture, considerando i pazienti quali assistiti non di un ospedale, ma dell'intero servizio sanitario nazionale". La "sfida cui siamo tutti chiamati - ha concluso - è quella di costruire una vera e propria comunità medica che accompagni il paziente all'interno di un percorso condiviso, diagnostico, terapeutico e riabilitativo, che renda il Servizio sanitario più funzionale e facilmente accessibile a chi ha bisogno, superando le frammentazioni che generano disuguaglianza".
    

3,5 milioni di italiani con il cancro, dal 2020 partono tre progetti strategici 

Nel 2019 sono 3.460.000 gli italiani che vivono dopo una diagnosi di cancro: numeri che lasciano comprendere come la Ricerca svolga un ruolo determinante. Per questo, da gennaio 2020, partiranno tre importanti progetti mirati con i centri della rete Alleanza contro il cancro". Lo ha annunciato il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo al Quirinale in occasione dell'apertura, da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, de 'I Giorni della Ricerca' promossi da Fondazione AIRC (Associazione italiana per la ricerca sul cancro).

Un primo progetto, ha spiegato, riguarda l'obiettivo di arrivare alla messa a punto di uno screening con un test genomico a basso costo per tutti i tumori per individuare chi si è ammalato per predisposizione ereditaria e poter cosi attuare misure di prevenzione per i componenti dello stesso nucleo familiare. Il secondo punta ad una Banca dati per ottimizzare tutti i dati genomici dei pazienti in cura nei vari Istituti di ricerca ed il terzo prevede lo sviluppo delle terapie con la tecnologia Car-T. Nell'ultimo anno, ha ricordato Speranza, "il Ministero ha finanziato 39 progetti in ambito oncologico a seguito del bando della ricerca finalizzata per un ammontare di oltre 20 milioni di euro. Al tempo stesso gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, riconosciuti e finanziati dal Ministero per la specificità della disciplina oncologica, stanno portando avanti nell'ambito della ricerca corrente oltre 800 progetti, con una produttività di primo piano a livello internazionale, documentata da più di 6.000 pubblicazioni scientifiche".

Il ministero della Salute ha inoltre promosso la costituzione di Alleanza Contro il Cancro, rete oncologica degli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico IRCCS che mette insieme l'Istituto Superiore di Sanità e 26 IRCCS distribuiti sul territorio nazionale con mission oncologica, cui è stato affidato un Programma Nazionale di Oncologia Personalizzata. Il programma, ha rilevato il ministro, "ha già raggiunto risultati incoraggianti: i 26 IRCCS della rete possiedono oggi competenze e attrezzature per eseguire screening genomici; è stata creata una comunità nazionale, distribuita tra i vari IRCCS, di esperti di bioinformatica e analisi dei dati genomici ed è stato allestito un primo test genomico per il tumore del polmone, attualmente in fase di validazione clinica negli IRCCS della rete, che consentirà l'esecuzione di un'analisi genomica completa e a basso costo per tutti i pazienti affetti da cancro al polmone". E' stata anche istituita una Commissione Nazionale, ha concluso, "per definire linee guida per la gestione dei dati genomici, che saranno presentate tra poche settimane". 

 

Torrani (Airc), bombardati da una mole di notizie non sempre fidate
  'Combattere la disinformazione e diversificare la comunicazione'

"Oltre a finanziare con continuità il lavoro di 5mila ricercatori per costruire un futuro sempre più libero dal cancro, siamo oggi chiamati a rafforzare il nostro impegno per assicurare un'informazione scientifica chiara, basata su solide evidenze e capace di soddisfare il bisogno di conoscenza di tanti pazienti, dei loro familiari e dell'opinione pubblica: siamo bombardati da una mole di notizie senza precedenti le cui fonti non sempre sono attendibili o verificate". Lo ha affermato il presidente della Fondazione Airc per la ricerca sul cancro, Pier Giuseppe Torrani, intervenendo al Quirinale all'apertura de 'I giorni della ricerca' promossi da Airc.

Questo, ha rilevato, "è un tema sul quale è necessario assumersi una forte responsabilità, soprattutto se si parla di scienza e di salute. AIRC si pone come baluardo della divulgazione scientifica sulla ricerca oncologica e combatte ogni giorno contro la disinformazione, diversificando i canali e gli strumenti di comunicazione per raggiungere una porzione sempre più rilevante di pubblico. Lavoriamo quotidianamente perché l'informazione scientifica diventi patrimonio culturale di tutta la popolazione italiana. Lo facciamo utilizzando i linguaggi propri dei tanti canali disponibili, attraverso le parole dei nostri scienziati che escono dai loro laboratori per spiegare la scienza, raccontando le storie delle persone che possono testimoniare i benefici concreti prodotti dalla ricerca sul cancro nella loro vita". Tutto ciò, ha concluso, "insieme alle istituzioni e ai media perché siamo tutti investiti della responsabilità di garantire una informazione più corretta possibile".

 

 

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