Diabete e obesità nei bimbi associati a forme gravi di Covid

Ampio studio su oltre 43.000 bambini e ragazzi sotto i 18 anni

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 08 GIU - In caso di malattia Covid-19 i bambini corrono meno rischi degli adulti, ma alcune condizioni li predispongono a forme gravi, come il diabete di tipo 1, anomalie congenite cardiache e l'obesità. A dimostrarlo sono i risultati di uno studio Jama Network Open condotto su 43.465 pazienti di età pari o inferiore a 18 anni, che aggiungono informazioni rispetto all'opportunità di vaccinare i più piccoli.
    "La nostra comprensione del Covid-19 nei bambini è limitata.
    Ad oggi, - scrivono i ricercatori guidati da Lyudmyla Kompaniyets, dei Centers for Disease Control and Prevention, di Atlanta in Georgia - la maggior parte dei bambini con infezione da SARS-CoV-2 è stata asintomatica o ha avuto sintomi lievi, ma alcuni hanno avuto una malattia grave. Precedenti studi sui fattori di rischio tra i bambini erano limitati dalle piccole dimensioni del campione che influivano sulla capacità dello studio di rilevare associazioni statisticamente significative.
    Utilizzando un ampio set di dati, abbiamo cercato di descrivere le condizioni mediche comuni associate con il rischio di ospedalizzazione o malattia grave". I dati sono stati raccolti dal database Premier Healthcare, che includeva oltre 800 ospedali statunitensi. Tra i 43.465 pazienti di età pari o inferiore a 18 anni che avevano avuto il Covid fino a gennaio 2021, 12.491 (28,7%) avevano precedenti condizioni mediche e le più comuni erano: asma (0,2%), disturbi dello sviluppo neurologico (3,9%), ansia e paura (3,2%), disturbi depressivi (2,8%) e obesità (2,5%). Solo il 10% è stato ricoverato in ospedale, ma di questi, quasi il 30% ha richiesto la terapia intensiva. I fattori di rischio più forti erano il diabete di tipo 1 e l'obesità, anomalie congenite cardiache e circolatorie.
    La prematurità era un fattore di rischio aggiuntivo per i bambini di età inferiore ai 2 anni. "Gli operatori sanitari - concludono i ricercatori - potrebbero considerare la necessità di un'attenta osservazione e di una gestione clinica cauta dei bambini con queste condizioni e Covid-19". (ANSA).
   

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