Covid: al via l'accordo per i tamponi rapidi da medici e pediatri

Aumento esponenziale della pressione sull'emergenza territoriale 118

Redazione ANSA

 "Con la ratifica in sede di Conferenza Stato-Regioni di oggi, ora possiamo dare il via alla fase operativa dell'Accordo per l'esecuzione dei test rapidi di accertamento del Covid da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri": lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Un passaggio fondamentale, prosegue Bonaccini, "per far partire il rafforzamento e il potenziamento delle attività di prevenzione e controllo del contagio in modo più capillare sul territorio". Il presidente ha assicurato che "stiamo già verificando i quantitativi e le modalità di distribuzione dei test. Infatti in collaborazione con il Ministero della Salute e l'Agenas sono già stati avviati in contemporanea i Tavoli tecnici che si occuperanno della quantificazione dei fabbisogni e della distribuzione dei test antigenici".

118: cresce l'emergenza - "Rispetto alla prima fase dell'epidemia, è cresciuto vertiginosamente il numero dei contagiati con sintomi. Sia con insufficienza respiratoria acuta di gravità intermedia, che con polmoniti interstiziali e saturazione bassissima. E' questo il motivo che manda in crisi i reparti di terapia subintensiva e di medicina d'urgenza ospedaliera. E siamo solo all'inizio della stagione invernale: abbiamo un disperato bisogno che la prima linea di intervento venga rafforzata subito". Lo ha detto il presidente nazionale della Sis 118 Mario Balzanelli sottolinenado come in questi giorni si stia registrando 'in tutte le regioni un aumento esponenziale della pressione sull'emergenza territoriale 118, così come sui reparti ospedalieri di area critica. E' in crescita l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva e sub-intensiva: le nostre ambulanze trovano difficoltà sempre maggiori nella presa in carico da parte dei presidi ospedalieri dei pazienti, sospetti o positivi al virus, o affetti da altre patologie. Sono enormemente rallentati anche i percorsi dell'emergenza-urgenza ordinaria".  Il presidente del 118 aggiunge inoltre: "Non è vero che in ospedale ci stanno andando le persone con situazioni acute minori (i cosiddetti codici verdi). La gente ha il terrore di contrarre il virus in ospedale e non chiama il 118 se ha sintomi che non siano gravi"

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