Tumore colon, scoperte cellule dormienti ultraresistenti a cure

Iss, contributo fondamentale per capire i meccanismi di resistenza

Redazione ANSA ROMA

Scoperte delle 'cellule dormienti' ultraresistenti alle terapie nel cancro al colon. Lo studio, condotto da un team dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss) coordinato dalla dottoressa Ann Zeuner del Dipartimento di Oncologia e Medicina Molecolare, è stato pubblicato sul Journal of Experimental and Clinical Cancer Research e rappresenta un contributo fondamentale per comprendere i meccanismi di resistenza alle terapie antitumorali. La ricerca, resa possibile grazie al sostegno di Fondazione AIRC, descrive la scoperta nei tumori del colon di una piccola popolazione di cellule in stato di "dormienza" o "quiescenza". Diversamente dalla maggioranza delle cellule tumorali, le cellule quiescenti non si moltiplicano attivamente ma sono caratterizzate da un maggiore potenziale cancerogeno (o staminalità tumorale) e da una aumentata resistenza alle terapie. Questa scoperta, rileva l'Iss, "aggiunge un importante tassello alle conoscenze sulla chemio-resistenza e sulle cellule staminali tumorali, che sono un bersaglio cruciale nella lotta ai tumori". 

"Le cellule tumorali quiescenti si possono paragonare ai semi delle piante, in quanto possono rimanere inattive a lungo e resistere a condizioni ambientali avverse per poi risvegliarsi e rigenerare un tumore a distanza di molti anni - spiega Zeuner -. Per questo è molto importante studiarle e capire i loro punti deboli, in modo da eliminarle mentre si trovano nello stato dormiente o almeno impedire loro di risvegliarsi". Identificare le cellule dormienti e i loro meccanismi di sopravvivenza, affermano i ricercatori, è un passo importante per sviluppare terapie più efficaci per il tumore del colon-retto, che colpisce circa cinquantamila italiani ogni anno e rappresenta uno dei big killer insieme ai tumori del polmone e della mammella.

"Questo studio - sottolinea il Presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro - mostra come la tutela e la promozione della salute per un Istituto come il nostro debba necessariamente passare anche attraverso l'inscindibile legame tra la ricerca e i programmi di sanità pubblica". L'Istituto Superiore di Sanità lavora da oltre dieci anni sulle cellule staminali tumorali. Allo studio hanno contribuito le ricercatrici Federica Francescangeli, Maria Laura De Angelis e Marta Baiocchi, ed i collaboratori professori Vito D'Andrea e Filippo La Torre (Università La Sapienza) e Ruggero De Maria (Università Cattolica del Sacro Cuore).
   

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