Depressione in gravidanza si potrà prevedere con un prelievo

Studio, in sangue gestanti 15 marcatori molecolari disturbo

Redazione ANSA ROMA

(ANSA) - ROMA, 28 GEN - Un test del sangue predice la depressione in gravidanza. È la promessa di uno studio pubblicato sulla rivista Translational Medicine: campanello d'allarme per il disturbo che colpisce qualcosa come una gestante e una neomamma su 5, sono segnali di infiammazione nel sangue.
    Lo studio è stato condotto presso il Van Andel Institute e Pine Rest Christian Mental Health Services della Michigan State University ed ha selezionato 15 molecole plasmatiche predittive del rischio di depressione in gravidanza e post-partum. Ha coinvolto 114 donne seguite per tutta la gravidanza e nel post-partum: sono state sottoposte a più riprese a prelievi di sangue e a questionari per stabilire eventuale presenza o comparsa di disturbi depressivi nel corso della gestazione.
    Gli esperti hanno identificato 15 molecole infiammatorie altamente predittive del rischio di soffrire di disturbi depressivi in gravidanza e nel post-parto. "Avere un metodo obiettivo e facile come un test del sangue per stabilire il rischio di depressione in gravidanza fornisce uno strumento unico per aiutare a identificare le donne che potrebbero soffrire di disturbi depressivi durante i nove mesi e dopo la nascita del bebè", ha detto Eric Achtyes, del Pine Rest, coordinatore dello studio. "I nostri risultati rappresentano un importante primo passo verso l'uso di questa metodologia nella pratica clinica. Il prossimo passo - ha aggiunto - sarà replicare i nostri risultati su un campione più cospicuo di donne e verificare le diverse soglie di rischio depressione" con le molecole del sangue.
    "La depressione non è qualcosa che accade solo nel cervello, le sue impronte sono ovunque sul corpo, anche nel sangue - ha spiegato l'altro coordinatore del lavoro Lena Brundin - La capacità di prevedere la depressione in gravidanza e prevedere la sua gravità sarà cruciale per proteggere la salute di mamme e neonati. I nostri risultati rappresentano un importante passo in questa direzione". (ANSA).
   

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