Nucleare: arriva 'debat public' per il deposito dei rifiuti

L'Aula della Camera approva mozione,'condivisione e trasparenza'

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 14 APR - Eccolo. Ci voleva il nucleare. Per far arrivare il dibattito pubblico anche in Italia. Quello che i francesi chiamano 'debat public'. Ovvero condivisione e trasparenza delle informazioni con le comunità e i territori per la scelta del posto in cui costruire grandi impianti. In questo caso, il concetto d'oltrealpe, approda nel nostro Paese per il sito che dovrà ospitare il deposito dei rifiuti nucleari e l'annesso Parco tecnologico. E' su questo, in sostanza, l'impegno che dovrà assumere il governo con l'approvazione - a larghissima maggioranza con 409 voti a favore, un solo contrario, e 22 astenuti di Fratelli d'Italia - della mozione unitaria in Aula a Montecitorio dedicata alla Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee (Cnapi).

Nello specifico assicurare che tutte le fasi della (lunga) procedura per la scelta dei siti idonei "siano caratterizzate dalla concertazione e condivisione con le Regioni, i territori e le comunità locali interessate, nel rispetto dei principi di trasparenza, leale collaborazione e cooperazione istituzionale, prevedendo una tempistica adeguata che tenga conto della complessità della materia e dell'impatto della pandemia sulla operatività delle strutture amministrative".

Ma il débat public nel nostro Paese non ha avuto finora vita facile. Manca in realtà una vera e propria regolamentazione. E forse nel ginepraio delle normative taglia-burocrazia - che il Recovery dovrebbe favorire - potrebbe avere qualche speranza.

Tenendo anche presente l'eventuale auto-candidatura da parte di Comuni (che comunque devono necessariamente rispettare i requisiti).

Per la Lega, dice il capogruppo Riccardo Molinari, è "un passo avanti su vincoli e trasparenza. La localizzazione del sito avverrà con una procedura di dibattito pubblico". Il M5s - osserva Generoso Maraia - ritiene che in questo modo si garantiscano "i più elevati standard di sicurezza e il massimo coinvolgimento delle comunità locali nelle scelte che riguardano il territorio".

Con la mozione approvata, il governo si impegna anche "ad informare preventivamente il Parlamento sugli esiti della consultazione pubblica e sulle scelte dei ministri interessati per la definitiva approvazione della Carta nazionale delle aree idonee"; cioè il passo successivo alle 'aree potenzialmente idonee', e prodromico per la decisione finale. Sarà poi necessario mettere nero su bianco anche "i previsti benefici" individuando sia quelli "economici" che quelli di "sviluppo territoriale", oltre a rendere pubblici i "criteri" sulle "compensazioni economiche e ambientali agli enti locali", e "assicurare" anche "la massima sicurezza del sito". A questo si aggiunge che storia e arte del nostro Paese, cioè luoghi sotto il cappello dell'Unesco, dovranno essere esclusi; e che si dovrà chiedere a Sogin (la società dello Stato che si occupa dello smantellamento del vecchio nucleare italiano e del deposito) di integrare la Carta qualora non fossero state prese in considerazione aree militari o siti produttivi dismessi.

Un tema, quello dell'urgenza di un 'debat public', che emerge dalle parole della capogruppo di FacciamoEco - Verdi, Rossella Muroni: è necessario "dare massima priorità alla fase della consultazione pubblica. Chiediamo al governo un impegno ad allargare la platea di soggetti che possono partecipare al processo" per "una consultazione pubblica trasparente, inclusiva e imparziale". Una questione, quella del deposito, che per il Pd - racconta Stefania Pezzopane - "non è più rinviabile"; oltre al fatto che "va recuperato un grave ritardo. Siamo di fronte ad una scelta decisiva per l'ambiente, per la transizione ecologica. Il deposito nazionale è indispensabile". In questo modo - conclude - "per la prima volta in Italia la localizzazione di una grande opera avviene mediante una procedura di dibattito pubblico". (ANSA).

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