Fise, sbagliato il no di Costa ai termovalorizzatori

Le imprese del trattamento rifiuti contestano il ministro

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 26 GIU - Il Presidente di FISE Assoambiente (l'associazione delle aziende del trattamento rifiuti), Chicco Testa, ha scritto al Ministro dell'Ambiente Sergio Costa (M5S) per difendere i termovalorizzatori, considerati dal ministro una scelta sbagliata per la gestione dei rifiuti.

"Lei dice che l'autorizzazione per un impianto di questo genere dura dai 5 ai 7 anni - scrive Testa -. Per quale ragione le procedure devono durare 5/7 anni, visto che si tratta di impianti che in tutti i Paesi europei vengono autorizzati con tempi infinitamente più brevi?" .

"Lei stima in 20 anni i tempi di ammortamento dell'impianto - prosegue Testa -. In realtà, i piani finanziari delle aziende prevedono un tempo di recupero attorno ai 12 anni. E in ogni caso, l'investimento proposto sarebbe completamente a carico di imprese private, le quali si assumono anche il rischio connesso".

La normativa europea prevede entro il 2035 una percentuale non di raccolta differenziata (RD), ma di riciclo del 65% (oggi siamo al 45,2% di riciclo). La stessa Direttiva prevede poi un ricorso alle discariche non superiore al 10%. Rimane una differenza del 25%. Escludendo il riciclo e la discarica, quali altre tecnologie rimangono disponibili?" "Il recupero energetico - conclude Testa - in Italia riguarda oggi il 18% del totale dei rifiuti urbani, con un deficit per raggiungere quel 25% di circa 2 milioni di tonnellate.

Basterebbe la realizzazione di un modesto numero di nuovi termocombustori per chiudere il gap. Come accade in Lombardia, che recupera il 60% dei rifiuti, ne manda in discarica molto meno del 10% e il resto viene indirizzato a recupero di energia, con un bel contributo all'economia circolare". (ANSA).

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