Pnrr: Greenpeace a Draghi,"whatever it takes per il pianeta"

Sit-in al ministero Economia, "Next generation in dieci passi"

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 15 APR - Un elenco di dieci punti "per una vera transizione ecologica", ovvero un "Next generation in dieci passi". Lo ha presentato stamattina Greenpeace Italia con un sit-in promosso a Roma davanti al ministero dell'Economia e delle Finanze, "il dicastero centrale per lo smistamento dei fondi per la ripresa che arriveranno dalla Ue". Lo rende noto con un comunicato l'organizzazione ambientalista che rivolge al premier un appello per un "whatever it takes per il pianeta".

Fra i 10 punti, Greenpeace inserisce l'elettrificazione dei trasporti, obiettivi più sfidanti sul fronte delle rinnovabili, semplificazioni per gli impianti solari ed eolici a fine vita e per impianti a fonti rinnovabili di grandi dimensioni, la promozione dell'agrivoltaico.

"Mancano meno di venti giorni alla scadenza per la presentazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano a Bruxelles - ricorda Chiara Campione, portavoce della campagna #IlPianetaSiSalvaAdAprile di Greenpeace Italia - Abbiamo bisogno di progetti concreti per un futuro verde, sostenibile ed equo, ma le bozze del piano attualmente in circolazione sono vaghe, deludenti e non garantirebbero al nostro Paese una vera transizione ecologica, né una reale speranza alle nuove generazioni".

Greenpeace ritiene che "il nostro Paese debba liberarsi progressivamente da una fonte come il gas fossile e che bisogna munire l'Italia di una filiera di rinnovabili e accumuli su cui innestare la rivoluzione energetica. Ciò faciliterebbe anche la trasformazione della mobilità, rendendo sostenibile il modo in cui ci spostiamo, con un Piano che deve mettere al centro le nostre città".

Ancora, "rispetto alla produzione di cibo - prosegue Greenpeace - è urgente indirizzare i finanziamenti alle aziende agricole che producono in modo ecologico, sostenendo le piccole realtà in crisi, e interrompendo il finanziamento degli allevamenti intensivi, che hanno un elevato impatto ambientale".

Al sit-in hanno preso parte anche movimenti come Fridays for Future, Scomodo ed Extinction Rebellion, conclude l'ong. (ANSA).

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