Inquinamento da mercurio nel punto più profondo degli oceani

La Fossa delle Marianne

Redazione ANSA MILANO
(ANSA) - MILANO, 23 GIU - L'inquinamento da mercurio generato dalle attività umane ha raggiunto il punto più profondo degli oceani, la Fossa delle Marianne, entrando nella catena alimentare di uno degli ecosistemi marini più remoti del Pianeta: lo dimostrano le tracce del metallo tossico trovate nei pesci e nei crostacei da due ricerche indipendenti, presentate alla Conferenza Goldschmidt dall'università cinese di Tientsin e dall'università del Michigan.

"E' stata una sorpresa", ammette il ricercatore Ruoyu Sun.

Studi precedenti avevano infatti concluso che il metilmercurio (forma tossica del mercurio che si accumula facilmente nell'organismo degli animali marini) viene prodotto entro le prime centinaia di metri dalla superficie dell'oceano: si pensava che questo ne avrebbe limitato il bioaccumulo, facendo sì che i pesci che si alimentano in profondità avessero meno probabilità di ingerirlo. Dopo i risultati del nuovo studio, però, "non crediamo più che sia davvero così", sottolinea Sun.

(ANSA).

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