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Trivelle: Greenpeace,3 piattaforme su 4 non pagano royalties

'Impianti interessati da referendum sono dei ferri vecchi'

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 1 APR - ''Tre piattaforme su quattro entro le 12 miglia non pagano le royalties e il 40% è fermo''. Lo afferma Greenpeace dopo un'analisi dei dati del sito del ministero dello Sviluppo economico sulla produzione delle piattaforme per le trivellazioni oggetto del referendum del prossimo 17 aprile.

Secondo Greenpeace ''in tre casi su quattro si tratta di impianti il cui ciclo industriale è chiaramente esaurito perché non producono o lo fanno in quantità insignificanti'' pari ''al 73% delle piattaforme situate entro le 12 miglia marine''. Nel documento dell'associazione 'Vecchie spilorce' emerge che ''delle 88 piattaforme operanti entro le 12 miglia, ben 35 non sono di fatto in funzione: 6 risultano non operative, 28 sono classificate come non eroganti, mentre un'altra risulta essere di supporto a piattaforme non eroganti. Il 40% di queste piattaforme resta in mezzo al mare solo per fare ruggine. Ci sono poi altre 29 piattaforme che sono considerate 'eroganti' ma che in realtà da anni producono così poco da rimanere costantemente sotto la franchigia, cioè sotto la soglia di produzione (pari a 50 mila tonnellate per il petrolio, 80 milioni di metri cubi standard per il gas) che esenta i petrolieri dal pagamento delle royalties''. Questo significa che ''solo 24 piattaforme operano abitualmente estraendo idrocarburi al di sopra della franchigia: appena il 27% delle piattaforme entro le 12 miglia''. Per questo per Greenpeace è ''urgente smantellare le altre 64 strutture che hanno palesemente esaurito il loro ciclo di produzione e che devono essere rimosse''.

''Abbiamo deciso di fare chiarezza - dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e clima di Greenpeace - le piattaforme interessate dal referendum del 17 aprile sono ferri vecchi''. (ANSA).

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