Ecomondo, la fiera della green economy guarda al Pnrr

Da domani le imprese verdi italiane in mostra a Rimini

Redazione ANSA ROMA

Torna martedì 26 a Rimini Ecomondo, l'esposizione italiana della green economy. Dopo aver saltato l'edizione 2020 per il Covid (si era tenuto solo un evento virtuale), Ecomondo torna in presenza alla Fiera di Rimini dal 26 al 29 ottobre, in contemporanea con il salone dedicato alle energie rinnovabili Key Energy.

L'evento si svolge come di consueto su due filoni. Da un lato gli stand di oltre mille imprese della green economy, italiane, ma anche nordeuropee. Dall'altro, una ricca serie di convegni su tutti i temi dell'economia sostenibile.

Il 26, nell'ambito della fiera si terranno gli Stati Generali della Green Economy, appuntamento annuale promosso dalle 68 organizzazioni di imprese riunite nel Consiglio Nazionale della Green Economy, realizzato in collaborazione con il Ministero della Transizione Ecologica e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, presieduta da Edo Ronchi. Sarà presentata una ricerca inedita, con focus su digitalizzazione e transizione ecologica in Italia.

Ecomondo ritorna in un quadro completamente cambiato per la green economy, rispetto all'ultima edizione in presenza del 2019. Oggi ci sono i 59,33 miliardi di euro del Pnrr per la transizione ecologica da spendere (più altri miliardi del Fondo Complementare). Poi c'è il nuovo obiettivo di decarbonizzazione posto dalla Ue, il Fit for 55: tagliare le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 rispetto al 1990. Un target ambizioso e difficile da raggiungere, che richiede all'Italia di installare in 9 anni 70 gigawatt di fonti rinnovabili. Quasi 8 all'anno, quando oggi se ne installano a malapena 0,8.

Sullo sfondo, c'è l'aggiornamento degli impegni di decarbonizzazione dei singoli stati del mondo (Ndc, Nationally determined Contributions). Impegni presi nel 2015 nell'ambito dell'Accordo di Parigi, e oggi non più sufficienti a mantenere il riscaldamento globale entro 2 gradi dai livelli pre-industriali (l'obiettivo minimo dell'Accordo).

L'aggiornamento degli Ndc sarà il tema della prossima conferenza dell'Onu sul clima, la Cop26 di Glasgow, dal 1/o al 12 novembre, ma se ne parlerà anche al G20 di Roma il 30 e 31 ottobre. I 20 Grandi rappresentano da soli l'80% delle emissioni mondiali di gas serra e l'85% del Pil globale: una loro decisione a Roma sarà fondamentale anche per Glasgow, ma soprattutto per le scelte economiche mondiali.

Infine, a cambiare lo scenario della green economy italiana e mondiale è arrivato pure il ciclone Greta. La giovane attivista svedese ha sensibilizzato giovani e meno giovani sul problema della crisi climatica, e questo influenza direttamente l'economia: dalle mutate scelte d'acquisto, alla pressione su politici e imprese verso scelte ecosostenibili.

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