La green economy per far partire la ripresa dopo la pandemia

Pacchetto di proposte dagli Stati generali dell'economia verde

Redazione ANSA ROMA

Un pacchetto di misure innovative nella green economy, sfruttando gli aiuti dell'Unione europea per la pandemia, per far ripartire l'economia e al tempo stesso dare una risposta alla crisi climatica. E' quanto è stato proposto oggi dal Consiglio nazionale della Green Economy, organismo che raccoglie 69 organizzazioni di imprese del settore, nel corso della prima giornata degli Stati Generali della Green Economy: l'appuntamento annuale nell'ambito della fiera Ecomondo di Rimini, quest'anno in versione virtuale a causa del Covid-19.

Per l'energia e il clima, si punta a indirizzare i finanziamenti europei verso idrogeno verde, decarbonizzazione, fonti rinnovabili di energia, miglioramenti dell'efficienza energetica, a prorogare l'ecobonus 110% fino al 2024, ad applicare criteri climatici stringenti per indirizzare gli investimenti, ad introdurre una graduale carbon tax.

Sull'economia circolare, il pacchetto propone di aumentare i finanziamenti del Piano transizione 4.0, prorogando per un quinquennio le misure di sostegno agli investimenti, raddoppiando la misura degli incentivi e il limite degli investimenti agevolabili. L'obiettivo è favorire la progettazione di prodotti che durino più a lungo e siano concepiti per essere riutilizzati, riparati o sottoposti a procedimenti di riciclo.

Il pacchetto propone un programma di rigenerazione urbana che recuperi e valorizzi aree degradate e edifici dismessi e aumenti le infrastrutture verdi. Si punta a portare al 30% territorio e il mare tutelati.

Si propone anche di potenziare il trasporto pubblico, la sharing mobility, le piste ciclabili, facendo scendere al 2030 il tasso di motorizzazione privato italiano al di sotto di 500 auto per 1.000 abitanti. E inoltre di estendere gli incentivi all'elettrificazione, e raggiungere entro il 2030 la quota del 25% dei consumi di energia prodotta da fonti rinnovabili nel settore dei trasporti

Per l'agroalimentare, si propone di incentivare la diffusione delle produzioni agricole basate sui principi dell'agroecologia e le pratiche di riciclo nella trasformazione alimentare.

Lo stato della green economy in Italia. Fonti rinnovabili che crescono ma a fatica, riciclo in difficoltà, agroalimentare di qualità in sofferenza, progetti di rigenerazione urbana rallentati. Ma anche boom della vendita di auto elettriche e biciclette. E' questo il bilancio della green economy in Italia nell'anno della pandemia. Lo ha presentato martedì mattina il presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, l'ex ministro Edo Ronchi, all'apertura degli Stati Generali della Green Economy, quest'anno in forma virtuale.

L'evento si tiene come tutti gli anni nell'ambito di Ecomondo Key-Energy, la fiera dell'economia verde di Rimini, che quest'anno è anch'essa sul web. Gli Stati Generali sono organizzati dal Consiglio Nazionale della Green Economy, composto da 69 organizzazioni di imprese, con il supporto della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile. Al centro c'è un pacchetto di proposte, avanzato dal Consiglio nazionale, per mettere il Green Deal al centro del rilancio post-pandemia.

Secondo la relazione che ha esposto Edo Ronchi, il primo semestre del 2020 è stato caratterizzato da un calo della domanda energetica senza precedenti, che si è tradotto anche in una sensibile riduzione delle emissioni di gas serra: nel primo semestre 2020 sono diminuite del 17% rispetto allo stesso periodo del 2019. Le rinnovabili sono state le uniche fonti energetiche che hanno continuato a crescere, con un più 3% nel primo semestre di quest'anno. Preoccupa tuttavia il calo degli investimenti nel 2020 in nuovi impianti fotovoltaici ed eolici. Nella produzione dei rifiuti speciali, si stima un calo del 25% nel 2020 rispetto all'anno precedente. La produzione di rifiuti urbani ha avuto una flessione minore, fra il 10 e il 14%. Si sono registrate notevoli difficoltà nel riciclo, per la riduzione delle attività degli impianti, ma soprattutto per l'abbassamento dei prezzi e la carenza di sbocchi di mercato delle materie prime seconde. L'agroalimentare di qualità ha sofferto per il calo dell'export e il blocco della ristorazione e del turismo. Nel 2020 si prevede una contrazione degli acquisti agroalimentari di circa 24 miliardi di euro. Per la mobilità ci sono stati cali notevoli nel trasporto pubblico urbano e ferroviario, ma anche nella sharing mobility. Sono invece aumentate le vendite di biciclette e di auto elettriche, e ad aprile c'è stato un vero e proprio boom di acquisti: 12,1% del totale venduto. Sul versante delle Green City, i progetti di rigenerazione urbana hanno subito rallentamenti.

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