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Direttive Fer e market design, le indicazioni della X Senato

Approvata relazione sul Ddl di delegazione Ue: superamento Pun e Scambio sul posto, prezzi dinamici, semplificazioni per Fer e autoconsumo (articolo di Quotidiano Energia)

Quotidiano Energia - Contiene gran parte delle proposte per il settore energetico annunciate la settimana scorsa dal presidente della commissione Industria del Senato, Gianni Girotto, la relazione sul Ddl per la legge di delegazione europea 2019 approvata mercoledì 24 dalla stessa X.


La relazione, relatore Girotto, formula infatti alla commissione competente Politiche Ue del Senato una serie di raccomandazioni per il recepimento delle direttive 2018/2001 sulle rinnovabili (Red II) e 2019/944 sul mercato interno dell’energia elettrica.

In particolare, nel recepimento della Red II la commissione Industria chiede di definire una superficie delle aree idonee all’installazione delle Fer “proporzionata dimensionalmente ad ospitare gli impianti e le infrastrutture necessarie per raggiungere l’obiettivo nazionale al 2030 e, in un’ottica di lungo periodo, gli obiettivi di decarbonizzazione completa al 2050”. Nelle aree idonee, inoltre, dovrebbero essere semplificate la procedure autorizzative.

La X chiede poi una revisione della disciplina dei controlli e degli incentivi che preveda la sostituzione delle decurtazioni della tariffa con sanzioni proporzionate alla violazione, un termine massimo di 10 anni dall’entrata in esercizio per i controlli, l’eliminazione degli obblighi documentali e di comunicazione per la manutenzione degli impianti incentivati e la possibilità di modificare la configurazione degli impianti rispetto a quella originaria a patto che la parte di potenza incentivata rimanga inalterata.

Quanto agli accumuli, i meccanismi di sostegno alle Fer dovrebbero promuovere l’accoppiamento di tali fonti con lo storage e si dovrebbe “colmare l’attuale vuoto normativo riguardante le procedure autorizzative”.

La relazione (disponibile in allegato) propone anche il superamento dello Scambio sul posto e una semplificazione della norme sull’autoconsumo, nonché un coordinamento delle disposizioni in materia contenute sia nella Red II che nella direttiva 2018/2011, “che mostrano diverse sovrapposizioni ed alcune differenze”.

Nei suggerimenti sul recepimento della direttiva sul market design, la commissione include “una disciplina unica ed organica di tutte le tipologie di comunità dell’energia, anche intervenendo sulla disciplina delle configurazioni di autoconsumo collettivo”, e “strumenti normativi e regolatori che consentano di trattare l’energia autoconsumata proveniente da impianti di comunità energetiche e la medesima energia ove prodotta in analoghi impianti realizzati al servizio di configurazioni di autoconsumo singolo o collettivo”. Si dovrebbero inoltre permettere agli impianti Fer inseriti nelle configurazioni di autoconsumo multiplo “un accesso paritario e non discriminatorio a tutti i pertinenti regimi di sostegno”, mentre andrebbe valorizzata “la partecipazione attiva dei veicoli elettrici alle configurazioni di autoconsumo multiplo, anche considerando la cosiddetta ‘second life’ delle batterie delle auto come storage stazionari”.

I senatori chiedono altresì di “superare  gradualmente il Pun, tenuto conto che attualmente il meccanismo determina sussidi incrociati tra consumatori nelle diverse zone di mercato opposti a quelli per cui era stato creato e rende meno efficace il dynamic pricing”. Aspetto, quest’ultimo, da sviluppare “incentivando l’offerta di energia a prezzo dinamico, ridefinendo le tariffe in modo da premiare la flessibilità, nonché incrementando le componenti variabili rispetto alle componenti fisse e introducendo tariffe differenziate a seconda dell’ora di consumo”. Sempre per incentivare i contratti a prezzo dinamico e consentire accordi diretti fra produttore e consumatore all’interno della medesima zona di mercato, andrebbe semplifica la disciplina del dispacciamento e dei mercati all’ingrosso delll’energia.

La commissione Industria chiede infine di stimolare il ricorso ai Ppa e di “promuovere e facilitare l’innovazione e il trasferimento tecnologico e gli investimenti mirati allo sviluppo di reti energetiche digitalizzate e modelli di interconnessione fra le diverse reti: elettriche, dati, gas, acqua e calore”.

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