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>ANSA-BOX/Rigassificatore Piombino,attesa per verdetto del Tar

Discusso il ricorso del Comune contro la nave-impianto

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 21 DIC - Il futuro del porto di Piombino è appeso al Tar del Lazio. Questione di ore, al massimo di pochi giorni, e i giudici amministrativi si pronunceranno sul ricorso contro il rigassificatore presentato dal Comune toscano. Per il governo la nave-impianto di fronte a quel porto è indispensabile per il piano energetico nazionale, ora che Putin chiude e presumibilmente chiuderà sempre più i suoi rubinetti. Ma per il sindaco la Golar Tundra lì, proprio davanti alla sua città, è troppo pericolosa.

In più la vicenda è anche un garbuglio politico. Il sindaco Francesco Ferrari è di Fratelli d'Italia, il partito della premier Giorgia Meloni. Il suo ricorso chiede una sospensiva all'autorizzazione all'impianto firmata dal governatore della Toscana Eugenio Giani. Che è del Pd, ma ha dato il via libera nella veste di commissario di governo.

La firma di Giani era arrivata il 25 ottobre, il ricorso era stato depositato il 24 novembre, stamattina si è tenuta al Tar del Lazio la discussione. Non senza un colpo di scena: a presiedere l'udienza, partita con un certo ritardo, è stato il consigliere Alfonso Graziano, che ha dovuto sostituire alla guida della III sezione il presidente Silvestro Maria Russo, sospeso a causa del suo coinvolgimento nell'inchiesta sulla presunta corruzione al Tribunale amministrativo.

Nel merito, il Comune sostiene che per la Golar Tundra della Snam ci sia una "manifesta inidoneità dal punto di vista strutturale a operare in sicurezza nel porto", e che serva un dragaggio del fondale per centinaia di migliaia di metri cubi che rende "semplicemente impossibile" l'ipotesi di messa in funzione del rigassificatore nel marzo 2023, "pena l'inoperatività della banchina nord". Inoltre, sempre secondo i tecnici del Comune, la nave (che tecnicamente è una Fsru, 'Floating storage and regasification unit', cioè un impianto galleggiante di stoccaggio e rigassificazione) ha dei serbatoi fatti in modo tale che, se parzialmente riempiti, non le permettono di navigare. Quindi, in contrasto con le condizioni poste dalla Capitaneria, in caso di problemi non potrebbe togliere l'ancora e allontanarsi dal porto: un "rischio per l'intera città di Piombino".

Ma la nave-impianto per il governo è vitale: "Per l'inverno 2023 tutto è legato anche alla capacità di portare in funzione, mi auguro entro marzo-aprile, il rigassificatore di Piombino", spiegava a fine novembre il ministro della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. Lo dicono i numeri. L'ex ministro e attuale consulente del governo Roberto Cingolani a ottobre faceva due conti: "Abbiamo sostituito 29 miliardi di metri cubi annuali dalla Russia con 25 miliardi da altre forniture - spiegava -.

Metà di questo gas va in conduttura, l'altra metà è gnl" cioè gas naturale liquefatto, che si trasporta via nave. Ma per entrare nei tubi e arrivare alla fine nelle case deve prima ritornare allo stato gassoso. E proprio a questo servono i rigassificatori come la Golar Tundra, un colosso acquistato da Snam lo scorso giugno per 350 milioni di dollari, con una capacità di stoccaggio di circa 170 mila metri cubi di gnl e una capacità di rigassificazione di 5 miliardi di metri cubi l'anno.

Da sola copre circa il 6,5% del fabbisogno nazionale, e porta la capacità di rigassificazione italiana a oltre il 25% della domanda. Un'altra nave-impianto dovrebbe arrivare a Ravenna nel 2024. Ma intanto il problema è nel Tirreno.

Giani tra l'altro aveva assicurato ("ho degli accordi, carta canta") che nel porto di Piombino il rigassificatore ci starà per soli tre anni e poi si passerà a una piattaforma offshore: per questo aveva concesso 100 giorni di proroga a Snam per trovare una collocazione al futuro impianto. Ma i comitati sono rimasti scettici, e di certo non rasserena il clima lo stop della maggioranza in commissione Bilancio della Camera a un emendamento Pd alle opere compensative per Piombino. Il governatore Giani però non sembra preoccupato: "Arriveremo alle compensazioni non con l'approvazione di emendamenti parlamentari - ha spiegato - ma con l'intesa tra Regione Toscana e governo, che è la via corretta. Vedremo il governo nei prossimi giorni".

(ANSA).

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